Alex, un caso di perversione: Freud nello scritto sul feticismo descrive per la prima volta, il meccanismo della scissione e del diniego, il loro accoppiamento, costituirà da allora in avanti, parte della teoria delle perversioni.

Studio delle perversioni

L’importanza della scoperta delle perversioni in quanto difesa – quale meccanismo intrapsichico applicato all’istanza dell’Io – non può essere sottovalutato. Tener conto della possibilità di una divisione dell’Io – che causerebbe il funzionamento psicotico di una parte dell’Io, mentre un’altra parte continuerebbe a mantenersi in contatto con la realtà – ci mostra come in personalità non psicotiche – esistano parti psicotiche (e viceversa) e che sovente la perversione è un modo per eludere la fatalità del Complesso di Edipo.

J. Chasseguet Smirgel definisce infatti la soluzione del perverso molto abile, a seguito il suo modo ingegnoso di trattare la realtà. Esiste nelle perversioni una crescente perdita della realtà, distinta da quella perdita di realtà presente nelle nevrosi e nelle psicosi. Il perverso non si accontenta di aggirare la legge, la vuole rifondare a misura della propria pulsione e tende a rifiutare ogni limite.

Il perverso, realizza ciò che il nevrotico può solo fantasticare.

Freud afferma: “La nevrosi è la negativa delle perversioni” e nei “Tre saggi sulla teoria sessuale” parla di perversioni positive e negative, per distinguere le perversioni, dalle nevrosi. Nelle nevrosi, la rimozione nell’inconscio, viene effettuata senza alcuna alterazione dell’Io, mentre Freud suppone che la formazione delirante sia legata ad un’ alterazione dell’Io, una sua distorsione. Nelle psicosi l’Io si lascerebbe indurre dall’Es a staccarsi da una parte della realtà, come nella perversione, dove l’atteggiamento consono al desiderio e quello consono alla realtà, possono coesistere uno accanto all’altro.

Ci troviamo di fronte ad una scissione fra due atteggiamenti psichici, una che frattura l’Io, mente una parte adeguata alla realtà ancora esiste e impedirà al soggetto di diventare psicotico.

Alex, un caso di perversione: amava vestirsi da donna.

La vita psichica di Alex è stata un’ ingegnoso e difficile percorso di costruzione della sua identità sessuale, dispersa, profusa e confusa nell’identificazione con la propria madre, infinitamente amata.

L’eccitazione e l’emozione contenuta nell’aprire quella porta della camera da letto materna, l’immagine stessa di quel cassetto aperto del comò, contenente la sua lingerie. La gioia d’indossare per la prima volta le sue calze di nylon, infilarle come un guanto, quell’inconfondibile rumore e sentire la calza come una seconda pelle. I battiti del cuore che aumentano, quella stessa straordinaria sensazione, unita al piacere d’indossare finalmente quella  biancheria intima e sentire la mamma a contatto con la propria pelle e con indosso i suoi abiti, sentirla ancora più vicino.

Più tardi comprare abiti femminili, consumare il solito rituale per il piacere d’indossarli, per poi doverli buttare, per il timore di lasciarne traccia.

Vestirsi da donna durante il periodo di carnevale, per scoprire che, il desiderio di mettersi dentro mamma, le sue parti più intime e femminili è troppo forte. Godere della mamma significa, sul piano simbolico, vestirsi segretamente dei suoi panni e custodire nel cuore un segreto indicibile, nella convinzione profonda che la virilità è rozza, mentre la sensibilità di Alex destabilizzante.

Mamma e babbo insieme non si possano coniugare, le due figure parentali amate e combinate in maniera imprescindibile nella sua fantasia psichica, possono vivere dentro di lui, ma solo separate, scisse.

 

 

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