Come riconoscere il giusto psicoterapeuta? Per farlo occorre innanzi tutto risalire alla sua formazione.

Una formazione psicoanalitica, di cui Freud (1856) è stato l’ideatore e il maestro, seguito da Jung, Adler, e molti altri ancora, è un punto di riferimento essenziale, da offrire a una persona che soffre di disturbi psichici e richiedente aiuto. La conoscenza psicoanalitica consente al terapeuta il lavoro con l’inconscio, e la possibilità di una comprensione/individuazione sempre maggiore del soggetto, per lavorare nella direzione del superamento del sintomo, che è inconscio e quindi sconosciuto per l’analizzando.

Molti psicoterapeuti, oggi più di ieri non passano attraverso questa formazione, e forniscono di frequente terapie cognitivo-comportamentali o sistemico-familiari, che promettono percorsi psicoterapeutici brevi, programmabili a priori. La tradizione psicoanalitica, resta importante per la straordinaria ricchezza delle sue elaborazioni e  ricerche cliniche, espresse in molte pubblicazioni e proseguite nel tempo.

Come riconoscere il giusto psicoterapeuta? L’itinerario formativo richiesto agli analisti è estremamente impegnativo, al fine di consentire loro la conoscenza dei processi psichici inconsci. La prassi psicoterapeutica, si fonda per definizione sulla parola, talk terapy, e sulla relazione che si viene creando paziente-terapeuta. Nella relazione il paziente deposita le proprie ansie, fonte di stress, con l’intenzione di ricomporre antiche situazioni irrisolte nella propria di vita, correggendo gli atteggiamenti negativi, ancora presenti. La psicoterapia analitica si avvale anche dei fondamenti della scienza della comunicazione, utilizzando la meta-comunicazione, la comunicazione non verbale e analogica per cogliere l’espressioni extralinguistiche (portamento, abbigliamento, gestualità̀, prossemica) e metalinguistiche, vissuti, emozioni e sensazioni; quali il tono della voce, il ritmo del discorso etc.., che parlano dello stato del soggetto, più̀ di quanto non lo facciano le sue parole.

E’ altrettanto necessaria per uno psicoterapeuta una buona formazione umanistica, la persona non è riducibile a un’etichetta psicopatologica o un insieme di sintomi, essa porta con sé situazioni e problematiche che vanno oltre l’ambito d’intervento della psicoterapia e che riguardano l’ambiente sociale e familiare nel quale il paziente è immerso (melieu). I sintomi psicopatologici non prescindono dalla persona nella sua totalità e dal contesto relazionale in cui essa vive. Per la psicoterapia analitica, infatti le classificazioni psicopatologiche hanno un valore relativo, così come l’esclusiva applicazione di tecniche, avulsa dalla storia della persona concreta, risulta decisamente insufficiente.

Quale tecnica fornisce i migliori risultati terapeutici

Come riconoscere il giusto psicoterapeuta? Quale tecnica fornisce i migliori risultati, e quanto sono rilevanti le teorie a monte di ciascuna scuola, ai fini della cura e della risoluzione dei problemi, che cosa riveste effettivamente efficacia terapeutica, al di là delle diverse teorie e tecniche.

La personalità del terapeuta ha certamente un peso maggiore della propria teoria di riferimento o della tecnica che utilizza, ciò che veramente conta è la relazione umana che egli riesce a instaurare con il paziente, in termini tecnici il“tranfert” di sentimenti ed emozioni reciproche, quel movimento di transfert-controtrasfert che alimenta la dinamica paziente-analista.

Come riconoscere il giusto Psicoterapeuta e quali sono le sue caratteristiche essenziali

L’empatia, l’autenticità e la capacità acquisita di essere in contatto con le proprie emozioni, insieme alll’accettazione positiva incondizionata nei confronti del paziente. L’importanza di queste qualità è attestata da evidenze empiriche dalle quali emerge che fattori quali la personalità del terapeuta, l’alleanza con il paziente etc.., sono più importanti delle singole tecniche terapeutiche. È stato inoltre dimostrato attraverso risultati scientifici (Shedler, 2010), che le terapie psicodinamiche, derivate dalla psicoanalisi, sono più efficaci delle terapie cognitivo-comportamentali e producono maggiori risultati, che si mantengono nel tempo.

Da tener presente che, nelle scuole a orientamento psicodinamico, viene prescritta un’analisi personale ai futuri psicoterapeuti, a garanzia della professionalità e competenza personale, aspetto indispensabile da offrire ai pazienti, al fine di apprendere la gestione delle emozioni e monitorare lo stato della relazione in itinere, piuttosto che privilegiare specifiche tecniche, come invece avviene nelle terapie comportamentali.

Come riconoscere il giusto Psicoterapeuta e le sue qualità

Ciò che fa la differenza tra buona e cattiva terapia ricade sulle qualità del terapeuta, e riguarda la sua capacità di stabilire una valida relazione.           E’ necessario altresì coltivare e migliorare le proprie capacità terapeutiche, attraverso un lavoro continuo di studio, supervisione e co- visione dei casi trattati. L’emozioni del terapeuta, la sua storia individuale ed evolutiva, i suoi conflitti intrapsichici, se non riconosciuti e risolti, rischiano di entrare in collusione con la terapia e il paziente, alterando la qualità dell’ascolto, la capacità di comprensione e interpretazione e di conseguenza la guarigione. del soggetto in cura.(Eagle, 2015).

Lo psicoterapeuta attraverso il lavoro di analisi individuale apprendea conoscere Sé stesso così, predisponendola sua mente ad accogliere le parti disturbate del paziente, senza restarne travolto. Il terapeuta può fare appello alla propria capacità  di mediare tra la teoria, la tecnica e le proprie emozioni, per avvicinarsi al paziente, avvalendosi del proprio intuito, creatività e coraggio (Buechler, 2004). Solo così saprà capace di creare e ricreare, nel corso dell’esperienza, una sua propria teoria.

Come  allontanare narcisismo e onnipotenza

E’ importante analizzare le motivazioni che conducono il terapeuta alla propria scelta professionale, per conoscere il proprio narcisismo e rifuggire da qualsiasi tentazione di onnipotenza, sempre dietro l’angolo.

Lavorare con il dolore umano è tutt’altro che semplice, il mestiere dello psicoterapeuta non si apprende sui libri o nelle scuole, non è una tecnica, ma una vocazione naturale, che nasce nell’anima e come tutte le professioni di aiuto, viene svolto in scienza e coscienza.

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