Comunicare è un’arte, ma può diventare una trappola. A questo proposito ci viene incontro la pragmatica della comunicazione umana, scienza che si occupa di come la comunicazione influenzi il comportamento, poiché nella relazione ogni atto è un messaggio di cui è necessario tener conto, infatti parlare di “comunicazione” significa parlare di molti aspetti contemporaneamente.

L’arte di comunicare: non è possibile non comunicare

Anche il silenzio, il distogliere lo sguardo o il non rispondere sono comunicazioni. Ogni scambio implica un aspetto di contenuto, cioè le informazioni contenute nel messaggio e un aspetto emozionale, che definisce la qualità del messaggio.

Ogni comunicazione è contemporaneamente verbale e non verbale e include la posizione del corpo, i gesti, le espressioni, le inflessioni della voce, il movimento nello spazio etc.…

Gli scambi comunicativi sono complementari o simmetrici. Sono complementari quando i partner si adattano l’uno all’altro e si pongono in una relazione che rispetta le differenze, come ad esempio insegnante-studente, padre-bambino; sono simmetriche quando tra i due riscontriamo un comportamento simile e una lotta su ruoli identici, vedi i partner all’interno di una coppia.

Sembra che niente possa aiutarci nel difficile percorso del comunicare, mentre esiste la possibilità di meta-comunicare, ossia di comunicare sulla comunicazione e quindi di tentare di commentare con l’altro ciò che sta avvenendo.

 Nella coppia, ancor più che in qualsiasi altra relazione, occorre padroneggiare con attenzione tutte le forme di comunicazione: parole, gesti, sorrisi e silenzi, tutto il linguaggio non verbale, che comprende linguaggio del corpo, poiché il buon funzionamento di una coppia, dipende dalla bontà della comunicazione nel suo insieme.

Comunicare è un’arte: il comportamento è una comunicazione

Ogni coppia è costantemente coinvolta in uno scambio di segnali significativi, l’azione che i partner si scambiamo reciprocamente come le liti, la distanza che scelgono di tenere, l’emozioni e le sensazioni, tutto può essere adattivo, oppure patologico.

Quando parliamo di comunicazione in una coppia non intendiamo il semplice scambio di informazioni, ma quell’interazione complessa e continua, che include i fatti realmente accaduti, o immaginati ed eventi vissuti o soltanto desiderati. La comunicazione è qualcosa che si costruisce nella coppia in maniera consapevole, condividendo i propri pensieri con il partner, senza tenere dentro incomprensioni, disagi, paure, solitudini, emozioni.

Le regole della comunicazione si possono apprendere

 Si può migliorare la comunicazione tra le persone, gestendola e affinandola, a patto che si rifletta su ciò che è accaduto e ciò che si desidera, senza limitarsi a reagire all’altro, per difesa. 

I tempi dell’inizio dell’amore in una coppia sono più facili, poiché il desiderio e la curiosità spingono a conoscersi, a sintonizzarsi, a creare un proprio vocabolario con parole ed azioni. Con il tempo gli errori di comunicazione tendono a far emergere aspetti ripetitivi, tutt’altro che adattivi, a volte fonte di sofferenza reciproca.

Comunicare è un’arte, la ricerca di complicità

Cercare la complicità non vuol dire essere sempre d’accordo: ridere insieme, coltivando il desiderio e la curiosità, condividere spazi e tempi, mantenere vivo scambio, anche senza parole. Si comunica anche nel silenzio, nel piacere di stare insieme e di riconoscersi. Lasciar correre su qualcosa che non va significa dar fiducia all’altro, affidarsi e agire attivamente, affinché possa accadere qualcosa di positivo. Ognuno dei due resta proteso verso l’altro, prestando attenzione alla coppia e al suo benessere, piuttosto che a se stesso.

Talvolta può accadere che uno dei due si ritragga e l’altro si allontani a sua volta, offeso o dispiaciuto. Inizia così un processo di allontanamento, dove i partner s’incolpano a vicenda, l’intimità e la comunicazione s’interrompono e la coppia si trova a una distanza pericolosa. Mentre la vicinanza non è mai pericolosa, la separatezza può diventare una via di non ritorno.

Anche imparare a chiedere è fondamentale per mantenere attivo il contatto reciproco, senza pretendere che l’altro possegga la lettura del pensiero, evitando così inutili delusioni continue.

Come passare dal giudizio all’accettazione

Quando in una coppia non ci sentiamo troppo sicuri, temiamo il pensiero dell’altro, sentendoci prevaricati. Con la paura di essere schiacciati prendiamo le distanze per difenderci e ci poniamo nei confronti dell’altro diffidando, come se fosse un estraneo. Così facendo non siamo più parte dell’interazione di una coppia, rompiamo l’alleanza, diventando intolleranti, ci mettiamo fuori dalla relazione.

Comunicare è un’arte: mettersi nei panni dell’altro

Imparare a meta-comunicare su quello che sta avvenendo nella coppia, aprire il proprio animo e confidare i propri timori, senza rancore.

Spesso squalifichiamo l’altro, inconsciamente, utilizzando il silenzio punitivo, tenendo il muso, lo colpevolizziamo allontanandoci e guardandolo con disapprovazione.

Questi atteggiamenti generano sentimenti di violenza psicologica che fanno male alla coppia. E’ sempre necessario sciogliere le paure, i sospetti e ritrovare il coraggio di approfondire il rapporto, sperimentando reciprocità e soddisfazione.

Comunicare è un’arte, i giochi di potere

Comunicare è un’arte, non sempre la comunicazione nella coppia è positiva, si creano con facilità giochi di potere, nel tentativo di prevaricare l’altro, si genera un profondo malessere.

Si tratta di giochi di controllo della relazionesospettiabusi di chi spesso per debolezza vuole mantenere il controllo. Il desiderio di avere l’ultima parola, senza esprimere mai le proprie sensazioni e i propri desideri. Questi giochi sono patologici e comportano il sentire l’altro come nemico, sospettandolo continuamente. Le provocazioni e i soprusi sfociano spesso in un grosso fastidio relazionale, creando sentimenti di dolore, che possono trasformarsi in sintomi psicopatologici.

Condividere il pensiero nella coppia, permette di mantenere acceso lo scambio, di sintonizzarsi sulle sensazioni, emozionarsi ancora, restando sempre in contatto, per non rischiare di perdersi.

Pensare la relazione come stabile e duratura, anziché precaria, aiuta a ben comunicare, a gettare un ponte verso l’altro, tenendosi per mano, senza mettere mai in discussione la relazione e la sua esistenza.

Vivere in coppia è molto più difficile che vivere da soli, pertanto è necessario mediare tra esigenze individuali diverse e condividere il medesimo percorso di vita.

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