Conseguenze del Covid19 negli adolescenti, che dopo due anni dalla diffusione del virus soffrono il prezzo più alto, pagato a seguito l’applicazione delle misure restrittive anti-contagio. Il tempo sospeso influirà sugli adolescenti deprivati di gioia, scuola, cultura e socialità e comporterà rinunce e restrizioni difficili da elaborare.

L’assenza della scuola non ha penalizzato solo l’apprendimento della conoscenza, è stata soprattutto una perdita di tutto ciò che è vita in un adolescente. La DAD è si è dimostrata una soluzione parziale, essendo la scuola, non solo programma scolastico ma scambio di emozioni, sensazioni, vissuti che s’imprimono tanto quanto la conoscenza dentro queste giovani vite.

I contenuti e la comunicazione che gli insegnanti trasmettono agli allievi passano attraverso la “presenza” l’empatia, l’emozione, lo sguardo, la modalità di comunicazione. Ogni insegnante del nostro passato è rimasto dentro di noi, grazie al potere evocativo della loro personalità, se abbiamo appreso la loro materia,  lo dobbiamo alla loro inequivocabile presenza.

Conseguenze del Covid19 negli adolescenti: la perdita di socialità

La mancanza di presenza in classe, i muri, le chiusure rappresentano il danno maggiore per lo sviluppo psico-evolutivo degli adolescenti, insieme alla perdita di libertà, di scambi affettivi, di conferme identitarie, difficili recuperare, la pandemia è stata un’enorme stress test.

I nostri adolescenti non sono più in grado di aspettare, stare, sopportare. Si è  diffusa la paura di soffrire, i giovani non sono capaci di contenere il dolore mentale e la sofferenza, perché incapaci di riconoscerla, sopportarla e superarla.

Dopo il Covid19, resterà il Covid 20 e il Covid 21, il disagio mentale negli adolescenti crescerà, così come i sintomi psicosomatici, quali: l’ansia, il panico, l’insonnia la depressione, l’angoscia della morte, della malattia, tematiche difficili da elaborare. Nel caso di una tendenza depressiva nei ragazzi si evidenziano forti aggravamenti, con difficoltà nel controllo dell’impulso, si  registrano esplosioni di rabbia,  aumento dell’abuso di droghe, atti di autolesionismo. Uno dei comportamenti più diffusi in adolescenza, soprattutto tra le ragazze è il cutting; una forma di autolesionismo attuata in modo deliberato e ripetitivo. Tagliarsi la pelle con un oggetto affilato: lamette, temperini e simili.

Il cutting

L’adolescente lo agisce per espiare una colpa, una punizione, si infligge un dolore per superarne un altro più potente, più prepotente, più invadente. Emerge il bisogno di rendere visibile la sofferenza, spostare il dolore mentale sovrapponendolo al dolore fisico, spinto dall’esigenza di allontanarla.

È una generazione iper-protetta. I genitori fanno di tutto per garantire loro felicità e benessere. Con la convinzione che sia un bene eliminare qualsiasi ostacolo dalla strada dei figli, sostituendosi a loro, pensano così di tutelarli. Al contrario li privano della possibilità di crescere, di sviluppare una sana autostima. Così gli adolescenti ignari di avere delle risorse, quando vivono un dolore, hanno fretta di “eliminarlo” non essendo abituati a “contattarlo” , a “viverlo”.

Conseguenze del Covid19 negli adolescenti: la perdita di sicurezza e autostima, la paura della relazione, il timore di abbandonarsi con fiducia all’altro, la difficoltà d’intravedere un futuro. Lo sguardo sul futuro è offuscato dalla perdita di progettualità e fantasia e la possibilità di tornare a credere e sperare, sembra perduta.

La Sfida adolescenziale

L’adolescente oggi, costretto alla clausura, sperimenta parti di sé inespresse, fragili o sperdute, come avviene nelle condotte di ritiro a livello sociale, dove internet rappresenta l’unica realtà, per altro positiva con la quale interagire, ma costituisce anche un disturbo: la dipendenza da internet rappresenta il versante patologico di attività comunemente praticate, le  cui conseguenze patologiche  sono: ossessività, impulsività e compulsività.

Come i hikikomori, i ragazzi giapponesi che esprimono il loro disagio adolescenziale, ritirandosi dentro la propria camera, che diventa una cella e, negando l’ingresso anche ai loro genitori. Per l’adolescente che si ritira socialmente, internet diventa una risorsa, una sorta di contenimento del proprio dolore. La rete diventa indispensabile per mantenere un contatto col mondo, nella condivisione di giochi di ruolo, multiplayer, e relazioni virtuali, essi evitano il break down psicotico; assumendo nell’uso della rete l’unica difesa possibile nei confronti della loro emorragica chiusura. La rete costituisce una sorta d’isolamento totale e al tempo stesso una nuova dipendenza.  La Cyberdipendenza  il bisogno compulsivo di collegarsi continuamente alla rete, 16/18 ore al giorno incollati, appesi al pc.

Conseguenze del Covid19 negli adolescenti: sesso e nuove dipendenze

Gli strumenti tecnologici a disposizione dei giovani hanno loro permesso di traghettare questo difficile momento di pandemia, sebbene chiusi nelle proprie case sono remasti in contatto con il mondo, sperimentando in rete la loro esuberante sessualità. Gli adolescenti dai 14 anni ai 26 anni, ma forse anche prima, entrano in contatto con in loro corpi, nel pieno della tempesta ormonale, ma ancora immaturi sul piano emotivo e cognitivo,  avvalendosi di una sessualità offerta dalla rete, senza alcuna sorveglianza e prevenzione da parte dei genitori.

Conseguenze del Covid19 sugli adolescenti: l’uso del Sexting, foto e invio di messaggi a contenuto sessuale esplicito, pratica estremamente diffusa nel mondo. Una ricerca del 2015 negli Usa mostra che hanno inviato nudi del proprio corpo o altrui il 69,4% dei giovani, anche di età intorno ai 12 anni. Almeno 1 su 10 ha avuto problemi relativamente a questo tipo d’invii. L’Italia riporta oggi medesimi dati.

Conseguenze del Covid19 negli adolescenti: Revenge Porn problematica sessuale emergente, perchè comporta per un minore la diffusione illecita di video o immagini sessualmente esplicite e prevede denunce penali, nonché morali, poiché ciò che viene pubblicato online resta incancellabile. Nel Sexting compare pure la pedopornografia, con la sessualizzazione precoce di corpi di bambine e bambini di 6/10 anni, esposti in pose ammiccanti e oggetto, d’ adescamento online.

Anche il consumo di  Pornografia online, sebbene ampiamente diffuso fra gli adulti, con un numero spropositato di accessi su You Porn, vede l’Italia al quarto posto, dopo Usa, Germania e Francia (2012). You Porn è un sito gratuito di pornographic video sharing, cioè condivisione libera di materiale video pornografico.

Conseguenze del Covid19 negli adolescenti: l’uso della pornografia online è ancora più grave negli adolescenti, poiché si formano in lui visualizzazioni sessuali e distorsioni che non rappresentano la realtà e lo conducono al consumo continuo ditali immagini per raggiungere eccitazione-masturbazione-scarica orgasmica.

Conseguenze del Covid19 negli adolescenti: le new addictions, il dirompente fenomeno delle dipendenze comportamentali, nell’era degli smartphone e di internet, la sexaddiction,, cioè la ricerca di continui stimoli sessuali che diventa lo scopo fondamentale della giornata trascorsa attraverso la visione di materiale pornografico e masturbazione compulsiva. La conseguenza immediata di questa patologia è che le relazioni umane non sono più appaganti, né soddisfacenti.

Videogiochi e sessualità

Anche i videogames a sfondo sessuale, o videoporn possono essere utilizzati da ragazzi che hanno meno di 18 anni. Si tratta di visioni che inducono il giovane a pensare che il sesso si possa facilmente comprare, creando un’immagine distorta di esso. Questa visione della sessualità avulsa dalla realtà, allontana dalla relazione reale, poiché nel video non c’è relazione, ne sentimento, ne intimità.  La dipendenza sessuale, la spinta o il craving diventa così una gabbia che non consente la libertà di potersi allontanare dai mezzi, ma solo di restare appesi e de-pendere, sottostare.

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