Elia, 36 anni, brillante Avvocato, arriva nel mio studio per una disfunzione erettile a Lucca.
Al primo incontro mostra grande imbarazzo nel parlare delle sue difficoltà sessuali, che consistono nella impossibilità di effettuare il coito, a causa della perdita d’erezione che non gli permette di effettuare una penetrazione vaginale nella coppia.
Nelle attività extra genitali invece raggiunge facilmente eccitazione, erezione e anche eiaculazione con orgasmo. La diagnosi è di Impotenza Sessuale Primaria.

Del suo romanzo di vita apprendo che sua madre è morta dopo il parto, una madre da lui idealizzata, nei confronti della quale si è sentito, con la sua nascita, responsabile della morte.
Elia, cresciuto in assenza della madre biologica, non ha mai avuto un buon rapporto con la nuova moglie del padre, che quindi non ha riparato alla perdita.
Del padre odia la debolezza, forse sentendo di assomigliargli.
Ha sempre rinunciato a se stesso dimostrandosi come gli altri lo desiderano, pur di essere amato a tutti i costi, al prezzo della perdita di libertà circa la propria possibilità di esprimersi.

Ha avuto sempre con le ragazze rapporti brevi, che non hanno mai planato verso una sessualità completa. Nella relazione con le donne teme l’impegno affettivo per paura della progettualità e dell’investimento ad inevitabile rischio. Ciononostante convive da due anni con una compagna che ritiene di non desiderare sessualmente, poiché non troppo bella: “Con una donna più bella e desiderabile non si sarebbe mai sentito alla sua altezza”.

Nelle fantasie erotiche che accompagnano le sue frequenti masturbazioni, non riesce a porsi come soggetto delle sue produzioni: non fa mai parte dello scenario immaginato, pur essendo il regista, non è mai protagonista.
Nella sua fantasia erotica primaria campeggia una bella donna presa con la forza da un uomo virile: “La donna resiste, ma il suo corpo la tradisce: si eccita e gode, contro la sua volontà”.

Disfunzione erettile: terapia

Nel corso della Sessoanalisi – che propongo in studio per i disturbi sessuali e la disfunzione erettile a Lucca e Livorno – è emerso che, nella fantasia sessuale primaria della violenza sulla donna, Elia inconsciamente si vendicava delle donne e della loro inaccessibilità, pensando di non poter mai realizzare il sogno di possederle penetrandole.
Nel proprio immaginario erotico può solo nascondersi dentro il corpo della donna, godere e spiare il sorgere del loro piacere, identificandosi con l’uomo virile che lui non riesce ad essere a causa di una inibizione profonda, dell’angoscia di castrazione.

Man mano che procedevamo passo dopo passo nella comprensione del significato della fantasia sessuale che produceva la sua eccitazione, Elia si apriva ad altri scenari erotici.
Nella fantasia, sebbene a momenti, riusciva a sostituirsi all’uomo virile, immaginando per la prima volta di accarezzare una donna e di eccitarsi, senza usare nei suoi confronti alcuna violenza. Nelle masturbazioni seguenti apparvero anche altre trasformazioni a livello dell’immaginario: poteva accarezzare e penetrare in vagina la propria compagna, senza costringerla, senza cioè usarle violenza.

In conclusione Elia temeva ed evitava il rapporto sessuale perché inconsciamente l’associava alla morte della mamma, all’angoscia di morte, a cui seguiva l’angoscia di castrazione.
Per lo stesso motivo non si era mai innamorato e non voleva condividere nessuna intimità psichica col femminile per il timore di essere abbandonato e di soffrire.

Grazie al percorso terapeutico della durata complessiva di 12 mesi, per la prima volta nella sua vita, fu capace di creare un legame d’intimità psichica e sessuale con la sua compagna: “Si eccitava immaginando rapporti sessuali con lei”.

I primi tentativi sessuali furono goffi e incerti, poi ci sono stati dei successi seguiti da alcuni fallimenti, infine la maggior parte dei tentativi di coito ha permesso un buon esito e consolidato la soluzione dell’impotenza sessuale primaria.
Solo in conclusione del trattamento Elia è riuscito a trasferire la sua fantasia sessuale primaria nella realtà concreta e ad avere rapporti sessuali completi con la sua partner in carne e ossa.

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