Lug 22, 2025 · Psicologia, Sociali

Donne single e maternità solitaria – psicologa livorno

Donne sole e maternità solitaria: le donne che decidono di mettere al mondo un figlio in assenza di un partner lo fanno perché sentono un impellente bisogno di maternità, la quale iscritta nel corpo femminile, esprime l’urgenza profonda di accogliere e amare. Il desiderare di essere madre è qualcosa di molto profondo, si tratta di una sensibilità che non tutti possiedono. Si parla di una donna indipendente, appagata, centrata e sicura delle proprie risorse emotive, affettive, psichiche ed economiche.

Donne single e maternità solitaria, mi riferisco alla scelta di avere una gravidanza senza partner, cioè da sola ricorrendo a tecniche di inseminazione artificiale, fenomeno ormai in frequente crescita. 

Questa decisione esprime un desiderio di maternità indipendente, mentre fino a non molto tempo fa concepire e crescere un figlio da sola, al di fuori di un matrimonio, o di una relazione stabile era una scelta impensabile. Oggi sebbene la situazione sia cambiata, resta ancora molto difficile da accettare e condividere socialmente e culturalmente questa scelta, sebbene alcune donne, pioniere coraggiose, optano da tempo per questa soluzione.

Per lo più sono donne rimaste deluse dai loro trascorsi sentimentali e decise a contare solo su se stesse, spronate dall’orologio biologico che le ha spinge inderogabilmente verso questa decisione, dopo aver atteso per anni che il proprio partner si decidesse per una paternità responsabile.

In Italia, la legge (40/2004) non permette alle donne single di sottoporsi a trattamenti di riproduzione assistita. Anche adottare un bambino, al di fuori della coppia, resta molto complicato. Per quanto riguarda l’adozione una recente sentenza della Corte Costituzionale ha aperto una possibilità nell’ambito dell’adozione internazionale, tuttavia l’adozione da parte di persona single resta limitata a casi particolari.

Pertanto queste donne sono costrette a rivolgersi alle banche del seme in cliniche estere: Grecia, Repubblica Ceca, Regno unito. In Spagna ad esempio regna una legislazione più permissiva e in Olanda, consentita una pratica di procreazione assistita per donne sole.

Analizzando i dati, si ha la conferma di quanto il numero di single aspiranti madri sia in costante aumento. Il percorso della mamma che cresce da sola uno o più figli è senza dubbio un’esperienza straordinaria, allo stesso tempo, costituisce un’enorme responsabilità.

La donna che opta per la maternità da single in Italia deve provvedere in toto a suo figlio dal punto di vista economico ed educativo, senza il sostegno di un partner e, spesso anche della famiglia. Non sarà facile, per questa donna madre, creare una rete sociale che funga da sostegno, a cui delegare in parte le varie incombenze.

Donne single e maternità solitaria tra desideri e pregiudizi

Assumere il ruolo di madre sola, in un’età probabilmente delicata, può portare destabilizzazione psicologica e molto stress derivante dal fatto di sentirsi, con tutta probabilità, non compresa dalla famiglia e deprivata di qualsiasi sostegno affettivo economico e sociale.

La madre single per scelta si dimostra fiera e, impaziente di iniziare una nuova condivisione di vita. Talvolta viene tacciata di egoismo; vengono così sdoganati tutti i pregiudizi possibili, tanto da sembrare di essere ancora nel medioevo, poiché questo gesto anticonformista viene letto dalla massa “egocentrico”, una sfida sociale, finalizzata solo a dare un maggiore significato alla propria vita, trascurando i rischi a cui un’educazione monogenitoriale va incontro.

In realtà la maggior parte delle donne che decide di mettere al mondo un figlio in assenza di un partner lo fa perché sente un impellente bisogno di maternità, la quale iscritta nel corpo femminile, esprime l’urgenza profonda di accogliere e amare. Il desiderare di essere madre è qualcosa di molto profondo, si tratta di una sensibilità che non tutti possiedono. Parliamo infatti di una donna indipendente, appagata, centrata e sicura delle proprie risorse emotive, affettive, psichiche ed economiche.

Donne single e maternità solitaria prevede madri coraggiose e  invisibili

Si tratta per la mamma single di  affrontare un viaggio pieno di speranza, di emozioni, di timori, fatto di desideri, di fantasie legati a quel sogno che hanno dentro al cuore: donare amore per tutta la vita al bambino agognato.

Tutto questo  dovrebbe farci riflettere sul fatto che non esiste solo il diritto della coppia ad avere figli, forse la stessa gioia può esser concessa anche alla madre single, la quale vive un turbinio di emozioni, paure, incertezze, bombardamenti ormonali che le scompensano il corpo e la mente. Nonostante non ci sia nessuna garanzia di riuscita nel percorso inseminativo, è possibile per queste coraggiose donne  aggrapparsi alla speranza di poter raggiungere la felicità bramata, per sentirsi finalmente complete.

Diventare madre da sola per scelta è una vera sfida sociale

In questo processo di maternità solitaria, è molto importante la scelta del donante che si realizza seguendo controlli di qualità scrupolosi mediante diverse analisi mediche. Il ginecologo consiglierà alla madre la tecnica più adeguata di procreazione assistita, Fivet, inseminazione artificiale o se è necessario ricorrere alla donazione di ovuli o all’adozione di embrioni. Lo scopo della scelta di diventare madre da sola è la nascita di un bambino sano e felice..

Decidere di diventare madre senza un partner è un’opzione che scelgono sempre più donne nel loro desiderio di vivere l’esperienza del dare vita, solitamente il lavoro e la mancanza di un uomo al fianco hanno ritardato il momento da sempre sognato: vivere un’esperienza unica

I pregiudizi culturali, le diffidenze e le inevitabili criticità logistiche rendono la vita di una mamma single non sempre agevole. Spesso non si tiene conto di cosa significhi crescere un figlio  da sola e dell’impatto sociale e non solo economico, che esso ha sulla vita del genitore.

In particolare per le donne c’è tutto l’annoso problema delle conseguenze che la genitorialità ha sulla loro carriera e sul rientro nel mondo del lavoro. Senza dimenticare che le donne guadagnano in media il 15% in meno rispetto agli uomini, il che rende il tutto estremamente più complicato. A ciò occorre aggiungere i problemi infrastrutturali legati all’assenza degli asili nido o alla loro inaccessibilità e alla necessità, di dover far ricorso ai nonni e alla cerchia parentale.

È evidente come, tra orari di lavoro troppo spesso inconciliabili con la vita familiare e l’assenza di un partner con il quale dividere la gestione e la cura di un figlio, tutto diventa estremamente più complicato.

Numeri, dati e statistiche

Il fenomeno delle mamme single e più in generale delle famiglie monogenitoriali è, come anticipato, in crescita. I più recenti dati Istat (che fanno riferimento al 2021 e al 2022) mostrano come tra il 16 e il 20% delle famiglie italiane siano monogenitoriali e nelle quali l’unico genitore è la donna.

In Italia, le famiglie monogenitoriali sono circa 3,8 milioni, di cui la maggior parte (77,6%) è composta da madri sole con figli, pari al 18,1% del totale dei nuclei familiari. I padri soli con figli rappresentano il 5,2%. Questi nuclei familiari sono in crescita, con un aumento del 15% negli ultimi 10 anni.

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