E’ ormai nota la crescente importanza che riveste l’immagine corporea nello sviluppo adolescenziale. La rappresentazione del nostro corpo si genera tramite elementi sensoriali, emotivi, ideativi e relazionali presenti fin dalla nascita e forse già nella vita intrauterina.

Ogni trasformazione fisiologica modifica l’immagine corporea che ci accompagna per tutto il corso della vita, rimanendo un costante elemento di lettura psicosomatica.

L’adolescenza implica un corpo che si trasforma e diventa oggetto di attenzione, di confronto con gli altri, nonché tramite delle relazioni interpersonali future. Tali modificazioni conducono al raggiungimento di un’identità sessuale, non sempre emotivamente accettata.

Talvolta questo corpo in mutamento viene avvertito come estraneo a Sè, per questo motivo nasce il bisogno d’impossessarsene da di dentro.

Particolarmente interessante è la storia dell’immagine corporea nell’adolescenza, un’educazione sessuale mirata non può prescindere da questo sguardo, essendo essa stessa focalizzata sulla conoscenza, assunzione e integrazione del Sé corporeo, unitamente al Sé psichico.

I rapidi e significativi cambiamenti richiedono un continuo adattamento e rimaneggiamento dell’immagine del proprio corpo. Nelle fasi di maturazione puberali divengono elemento di attenzione e di ansia i caratteri sessuali secondari e le modificazioni della regione genitale suggeriscono paure di anormalità, interrogativi di adeguatezza sessuale e problemi di ruolo sessuale che il nuovo aspetto fisico impone.

Il  valore attribuito al corpo e i messaggi persuasivi dei media, emessi da una società narcisistica focalizzata sull’immagine e sul corpo estetico, fa si che ogni piccolo difetto, assuma grande importanza.

Il “corpo ideale”, il corpo che l’adolescente vorrebbe avere, basato su confronti, proiezioni e identificazioni continue è fantasmizzato attraverso le immagini sociali che propongono ipertroficamente i loro modelli. Il corpo al quale queste immagini rimandano è un corpo senza imperfezioni, etereo, irreale.

Il rapporto che gli adolescenti intrattengono con il loro corpo riflette immancabilmente la storia e le attitudini dell ‘infanzia di cui porta indelebilmente le tracce.Queste tracce derivano dalla prima relazione fondamentale relativa al rapporto con la madre. Se  quella prima esperienza si è fondata sull’attitudine empatica della madre ad ascoltare, sentire, guardare, toccare il corpo del bambino, facendo attenzione ai suoi bisogni e desideri, lascerà l’impronta di un corpo nutrito e gratificato, espressione innegabile di un’esperienza di piacere. Ben diverso sarà per un corpo deprivato, ignorato o rifiutato.

Questi elementi incidono nella presa di possesso di un corpo nuovo che ogni adolescente deve affrontare,  è il corpo come elemento di relazione, come acquisita espressività sociale. L’immagine fisica resterà  determinante per l’integrazione nel gruppo e per l’acquisizione della sicurezza di Sé.

L’ adolescenza é un momento di  particolare vulnerabilità al giudizio degli altri:  acne, ipertricosi, obesità. inestetismi delle gambe, dei fianchi,  dei glutei etc.., possono creare reazioni di ansia che andranno a costituire le parti del “corpo odiato”.

Il rapporto tra adolescenza e immagine fisica è una realtà da comprendere e l’educazione sessuale affrontata in ambito scolastico dovrebbe farsene carico diventando la  scuola un laboratorio d’osservazione.

In adolescenza l’ appropriazione del Sé corporeo, si sviluppa come conquista in progress… e costituisce l’elemento di stabilizzazione dell’identità in divenire, fondamentale per l’inserimento nel gruppo sociale e per un ‘inizio positivo delle relazioni sessuali. Se tale rapporto non è armonioso insorge un  disagio intrapsichico ed uno sbarramento sulla linea dello sviluppo psicosessuale, responsabile dell’acquisizione dell’identità.

L’educazione sessuale in “primis” deve essere intesa come educazione al piacere e alle emozioni, essa non è attuabile se non all’interno di un programma di educazione corporea, che consente di sentire il proprio corpo come fonte imprescindibile di piacere.

Il piacere auto-erotico ha una parte fondamentale nello sviluppo psicosessuale essendo espressione di assunzione ed erotizzazione del proprio corpo.Una buona esperienza auto-erotica prepara al rapporto con l’altro, quando l’altro è vissuto come oggetto-soggetto al quale portare la nostra alterità e scambiarla. L’intimità  psichica e corporea  impone un buon rapporto col corpo, la capacità di essere intimi con Sé stessi per poterlo condividere.

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