Estorcere un bacio, ossia dare un bacio sulla bocca della moglie, se non desiderato è considerato reato di violenza sessuale.

A sostenerlo è la sentenza di Cassazione del 28/12/2021 che conferma la condanna pronunciata dalla Corte d’Appello di Messina, nei confronti di un coniuge arrogante e violento.

Estorcere un bacio: Immobilizzava la donna impedendole di fuggire!

Nel caso in esame, il marito stringeva il viso della moglie tra le mani, imponendole un bacio sulla bocca con forza, nonostante la donna gli mostrasse chiaramente la propria resistenza, sebbene il partner fosse a conoscenza del desiderio della donna di mettere fine al rapporto. L’uomo, incapace di rassegnarsi alla separazione, con quel bacio pretendeva che la relazione coniugale proseguisse.

Estorcere un bacio: il fatto è accaduto nel 2018, la prima condanna è stata emessa dal Tribunale di Messina, poi parzialmente riformata dalla Corte d’Appello.

Il marito, per altro, aveva tenuto condotte improntate alla prevaricazione, violenza e vessazione ai danni della donna ed è ricorso in Cassazione pensando che non le fosse stata resa giustizia.

Estorcere un bacio: la difesa sosteneva il “bacio a fin di bene”!

La difesa cercando di sminuire il reato affermava che, sebbene il bacio si fosse verificato senza il consenso, tuttavia non c’era stata violenza né fisica, né verbale, e il bacio andava considerato a “fin di bene”, per riconciliarsi con la consorte. 

Nel caso in questione, ai giudici è parso chiaro che il marito abbia compiuto un atto invasivo e lesivo della libertà sessuale della moglie, ritenendo irrilevante il tentativo di riconciliazione con la donna. A pesare è l’indubbia volontà di compiere un atto invasivo e lesivo della libertà della donna, non consenziente.

Pertanto la Cassazione ha affermato che non occorre che la violenza sia di forma o veemenza particolare, brutale ed aggressiva, poiché essa non si limita solo alla pretesa dell’atto sessuale.

Anche un coltello alla gola può essere interpretato come uno scherzo

Tutto ciò contro una pm che a Benevento ha scritto negli atti di un processo che “a volte l’uomo deve vincere quel minimo di resistenza che ogni donna, nel corso di una relazione stabile e duratura, nella stanchezza delle incombenze quotidiane, tende a esercitare, quando un marito tenta un approccio sessuale”. La pm scagiona quel marito violento aggiungendo queste parole: “quel coltello alla gola era una scherzo!”

Il comportamento di questa pm ha girato tra i social media, indignando fortemente le donne, e con esse tutto il resto del mondo democratico, rispettoso della dignità della donna e stanco della violenza di genere.

I femminicidi sono aumentati dell’8%

La violenza di genere resta una realtà incontrovertibile: i femminicidi sono aumentati nel 2021 dell’8% la maggior parte commessi da partner o ex, il fenomeno dilaga anche nel resto del mondo.

Secondo lo United Nations Population Fund (Unfpa), l’agenzia delle Nazioni Unite che lavora per promuovere l’eguaglianza di genere e l’emancipazione delle donne, in tutto il mondo si stima che una donna su tre sarà oggetto di abusi fisici o sessuali nel corso della propria vita.

Le vittime sono 109 in meno di un anno

Sono 109 le vittime di genere al 21 novembre di quest’anno, contro le 101 alla stessa data del 2020 (ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza – Direzione centrale della Polizia criminale).

Pertanto l’episodio di Messina con la relativa condanna a due anni della Cassazione, apre uno spazio nella speranza di fermare questa furia omicida di genere e offre l’occasione per riflettere come la legge con tutta la sua formalità e burocrazia si mostri persino avanti al pensiero dell’uomo comune, andando oltre l’inconscio collettivo e la cultura più o meno sommersa che ancora ci pervade.

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