Il futuro è gia qui: l’intelligenza artificiale  e i robot sono ormai entrati nella pratica clinica degli psicologi e degli psicoterapeuti.

L’immagine dei robot a dir poco inquietante, abita da sempre il nostro immaginario e difficilmente riusciremo a calarla nella realtà, noi continuiamo ai viverli come qualcosa di appartenente alla fantascienza, sebbene nei prossimi 15 anni potrebbero essere utilizzati ovunque la velocità della nuove tecnologia ci porterà presto  a vivere a stretto contatto con loro, impegnati a svolgere oltre ai lavori di routine, anche quelli di tipo cognitivo. .

La parola “robot”, deriva dalla lingua ceca, e significa “schiavo“, per esso si intende un dispositivo complicato che attraverso un sistema di algoritmi complessi è capace della risoluzionedi variegati problemi.

Siamo da tempo già circondati da tanti piccoli robot, elettrodomestici sofisticati che affollano le nostre case: lavatrice, computer, smartphone, aspirapolvere, auto etc.

Assistiamo a profonde innovazioni nel campo dell’intelligenza artificiale,  i robot sostituiranno le persone in molte professioni e non solo nei processi produttivi, ma hanno già avuto ingresso anche nel mondo servizi.

Le così dette macchine intelligenti si ritroveranno nelle attività professionali di relazione e di aiuto: infermieri, medici, avvocati, fisioterapisti, psicologi etc.

L’intelligenza artificiale, da molto tempo presente anche nella selezione del personale valuta le competenze, la capacità di concentrazione, la memoria, la cultura generale e il problem solving. Un software particolare può addirittura tener conto dell’impostazione della voce, della mimica e dell’espressione del viso.

Per quanto i robot siano macchine riproducibili e affidabili non sostituiranno mai l’uomo nella sua complessità, grazie alla sue peculiari prerogative, quali l’ intelligenza emotiva, la sua creatività, la sua fantasia, l’empatia e la capacità di adattamento.

I robot saranno presenti altresì nelle professioni di cura e nel sostegno

Il futuro è già qui: l’intelligenza artificiale e i robot saranno presenti nel sostegno di diversi disturbi psichici, fra i quali:  l’autismo, le malattie degenerative dell’anziano, non ultima la depressione, costituendo un utile supporto allo psicoterapeuta nella “Socially Assistive Robotics” (SAR). La SAR verrà utilizzata anche nella riabilitazione di pazienti con disabilità fisiche e psichiche post-traumatiche, dopo un ICTUS ed altre patologie neurologiche.

Un robot umanoide sarà in grado di dare istruzioni e feedback, trasformandosi in un trainer che monitorizza l’evoluzione del trattamento rispondendo anche ad abbracci e carezze, migliorando anche lo stato d’animo di anziani con deficit cognitivo e alleggerendo il senso di solitudine.

Nel trattamento di bambini autistici il robot viene predisposto ad interagire e comunicare, insegna comportamenti socialmente desiderabili per permettere loro di superare difficoltà espressive e migliore la qualità di vita personale e familiare, realizzando così l’integrazione fra nuove tecnologie e gli esseri umani.

I Robot permetteranno ai bambini autistici di interagire affettivamente.

Molti di questi robot si avvalgano di espressioni mimiche e facciali indicanti emozioni, tali da poter permettere loro la possibilitàdi interagire attraerso le loro emozioni

Nella cura con bambini autistici vengono fatti assumere ai Robot tratti estetici umanoidi o simili ad animali, per poter meglio imitare le varie espressioni umane, possono anche essere animati da luci e musiche per piacere di più ai bambini, questo perchè le tecniche SAR possano fornire loro un coinvolgimento più attivo.

II robot sarà capace di rifornire maggiori stimoli ai pazienti, decisamente utili per lo sviluppo e l’acquisizione di abilità interpersonali.

Dubbi etici sull’utilizzazione dei robot nella cura

Molti di questi robot sono già utilizzati come strumenti terapeutici in molti paesi Europei, ma destano non poche perplessità in relazione alla loro utilizzazione nella cura, poichè non sono accettati eticamente e socialmente.

Sebbene i robot non sostituiscano mai l’operatore umano, quest’ultimo mantiene sempre il controllo sulla programmazione e si lascia esclusivamente affiancare come supporto nella diagnosi e nel trattamento.

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