Il narcisismo del maschio infertile, ribalta l’opinione, presente nello steriotipo, secondo la quale l’infertilità è sempre attribuibile alla femmina. Tale opinione, per quanto disconfermata dalle recenti acquisizioni, che indicano la responsabilità della sterilità, ugualmente ripartibile  tra i due partner.della coppia. Emergerebbe casomai,  corrispondenza in una reale differenza, tra il vissuto maschile e femminile, della sterilità/infertilità, dal quale emergono interessanti tratti del narcisismo del maschio infertile.

Davanti ad uno stesso problema <l’impossibilità di procreare> non solo l’opinione pubblica assume atteggiamenti non equanimi, fortemente influenzati dal fatto che il portatore di tale disturbo sia maschio o femmina, ma anche gli stessi diretti interessati vivono a loro volta il problema in maniera sostanzialmente diversa.

Si può dire che l’infertilità a livello intrapsichico colpisce nei maschi e nelle femmine una delle strutture basilari della personalità: il “Narcisismo” che come Freud ha dimostrato è una struttura fondamentale della personalità.

Cos’è il Narcisismo del maschio infertile?

Freud utilizzò il termine Narcisismo per dar conto dell’amore verso sè stessi, riferendosi con questo termine a quella parte della libido che veniva sottratta agli oggetti esterni per essere indirizzata all’Io Ideale. Questo processo, meglio definito “Narcisismo secondario”, altro non era che la versione più matura di un “Narcisismo primario” che aveva caratterizzato l’esistenza della persona, nel periodo in cui non era ancora stata effettuata la separazione Io-Oggetto (madre).

L’amore di sé che l’Io reale ha sperimentato nella primissima infanzia, si rivolge – nelle fasi di sviluppo successive – verso l’ Io Ideale, cioè verso quell’Immagine di Sé che ognuno di noi possiede al proprio interno, e verso la quale ognuno di noi tende.

Pur tuttavia si può presumere che gli aspetti del Narcisismo chiamati in causa dall’infertilità siano diversi nei due sessi. Nella donna la ferita narcisistica sembra legarsi alla impossibilità di vivere nel corpo un’esperienza materna, mentre nel maschio ciò che viene colpito va al di là della paternità, per interessare qualcosa di più arcaico, più direttamente legato alla sessualità, la virilità, la mascolinità.

Mentre la maternità affonda le radici nel biologico e un’istinto di maternità ha sempre accompagnato la donna, non ugualmente si può dire della paternità che sarebbe invece un’istinto costituitosi in epoca relativamente avanzata e frutto di un’ “invenzione sociale“.

Si può  quindi dire che da un punto di vista filogenetico, mentre la donna è sempre stata legata alla prole, questo legame per il maschio è più recente e s’instaura sulla base di pressioni sociali.

La contrapposizione istinto materno/biologicamente fondato, istinto paterno/socialmente fondato, è stata sempre una contrapposizione.

Nell’impossibilità di avere figli, il narcisismo del maschio infertile quale strategia mette in atto?

Entriamo così nel cammpo dell’attivazione dei meccanismi di difesa che riparano le persone dalla ferita dovuta all’insuccesso della procreazione:

1) Il ricorso alle tecniche di procreazione assistita

2) Il ricorso all’Istituto dell’Adozione

3) Investire affettivamente su interessi e attività compensatorie (abbandonando il desiderio di un figlio)

Nella terza ipotesi ci imbattiamo nel meccanismo difensivo della sublimazione, dove, le energie, le cure, e i desideri che non possono essere soddisfatti dall’oggetto figlio, vengono dirottati sulla carriera, il successo, il danaro.

La ferita narcisistica esercita una maggior influenza in quali aspetti dell’uomo?

La presenza di disturbi della sessualità nei rapporti sessuali del maschio infertile, impegnato nella ricerca del figlio, conferma l’ipotesi secondo la quale l’associazione Infertilità-impotenza corrisponde effettivamente al vissuto intrapsichico del maschio e non è soltanto uno steriotipo.

Diventano così significative le disfunzioni sessuali che si presentano nella vita della coppia nell’arco dell’ ossessiva ricerca del figlio. Fra i disturbi  sessuali più frequenti si evidenziano il Disturbo del desiderio, Disturbo erettivo, Eiaculazione precoce o impossibile, insieme all’umiliante sensazione del maschio di sentirsi uomo-oggetto della  coppia, dovendo sottostare a rapporti sessuali impossibili, dovuti alla precettazione di giorni e ore precise imposte dal ciclo ovulatorio della donna, che toglie spontaneità e creatività, uccidendo la pulsione erotica.

L’associazione  infertilità-impotenza la troviamo alla base dello stato di sofferenza connesso con la sterilità e trae origine dalla percezione di una conflittualità insita nella constatazione di una virilità infeconda e nel vissuto soggettivo del maschio.

Tale risultato conferma che la motivazione alla ricerca dell’atto sessuale non è legata all’istinto di procreazione, bensì alla soddisfazione di un bisogno  pulsionale più arcaico della pulsione verso la paternità. Quando tale atto non produce ciò che dovrebbe, il figlio appunto, si verifica una sorta di processo a ritroso sulla linea evolutiva psicosessuale, che travolge tutte le sicurezze di cui si nutre l’identità sessuale. Il soggetto precipita in una vera e propria crisi narcisistica che si erge sulla costatazione di una perdita di potere sessuale.

Questa profonda ferita conduce il soggetto su un accidentato terreno dove la depressione e il sentimento di svalutazione del sé invadono l’uomo, spesso del tutto impreparato a questa diagnosi e lo spingono ad adottare condotte comportamentali intrise di ansia, paura, conflitto, circa la prestazione sessuale.

Da ciò la necessità di offrire al soggetto un appoggio psicologico e sessuologico qualificato, che gli permetta di  sostenere la propria sessualità in un momento delicato e difficile.

Tale sensibilizzazione necessita di essere ulteriormente migliorata, in particolare nelle strutture cliniche-andrologiche che trattano il problema dell’infertilità. Se ciò ancora non accade è a causa di una grossa rimozione; nel tentativo di nascondere o camuffare un’esperienza soggettiva di così grande dolore, o forse solo per esorcizzarla.

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