Mag 10, 2025 · Psicologia

King Kong: la bella e la bestia – psicologa livorno

King Kong: Ann stretta tra le dita dell’animale, che la porta con sé sulle rocciose alture dell’isola, si trova impotente e cerca di darsi alla fuga più volte, venendo immancabilmente raggiunta da Kong che, torna ad afferrarla. Gli occhi di King Kong ammirano questa donna dalle esili e armoniose fattezze e dai biondi capelli che le contornano il viso. L’amore che Kong comincia a nutrire per la bella non si sofferma solo all’esteriorità. Ann per catturare la sua attenzione danza per lui, si improvvisa giocoliera, saltella con un bastone, attinge dal suo “repertorio” teatrale, creando inconsciamente una relazione affettiva con la bestia

King Kong regia di Peter Jackson, con Naomi Watts, Jack Black, Adrien Brody, Andy Serkis, Jamie Bell, Thomas Kretschmann. Nuova Zelanda, USA, Germania, 2005

King Kong è una narrazione visiva incastonata nell’inconscio collettivo, l’ammirazione per questo affresco che vide la luce nel 1933 è stato fonte d’inesauribile ispirazione per il regista Peter Jackson, che nel 2005 ne curò un nuovo “restauro” ricreando egli stesso un “dipinto” del tutto nuovo, spettacolare e melodrammatico.

Impeccabile la ricostruzione scenografica della metropoli Newyorkese, in cui la protagonista Ann Darrow (Naomi Watts) vive, svolgendo la sua attività lavorativa presso il Vaudeville. Il film è un viaggio esplorativo a partire dalle sequenze in mare aperto a bordo di una nave mercantile che si incaglia presso l’Isola del Teschio, già il nome introduce una sfida al limite tra la vita e la morte. La troupe cinematografica, una volta approdata sull’Isola capisce il pericolo, scende per delle riprese, con l’intento di catturare immagini spettacolari per uno scoop documentario. La pellicola registra una flora meravigliosa resa nella sua vivezza di colori: dinosauri, scarafaggi giganti, con indigeni feroci e sanguinari. ma anche un’escalation di violenza, che si trasforma in un vero e proprio horror. Ann nella battaglia è presa prigioniera ed offerta in sacrificio ad un gorilla gigantesco di nome king Kong, il Dio che domina l’isola. Per recupera la donna la troupe decimata, viene a trovarsi dentro una terribile avventura.

Il rapporto iniziale tra Kong ed Ann

La ragazza teme per la propria incolumità e si trova impotente, stretta tra le dita dell’animale, che la porta con sé sulle rocciose alture dell’isola. Ann cerca di darsi alla fuga più volte, venendo però immancabilmente raggiunta da Kong che, torna presto ad afferrarla guardandola con occhi rabbiosi e, spaventandola con i propri suoni gutturali.

Nell’incontro con la donna sacrificale la bestia si accorge della specificità della donna, la quale tenta d’ interagisce con lui in ogni modo, pur di entrare in relazione. kong osserva con stupore e divertimento Ann che per placare l’agitazione dell’enorme gorilla lo intrattiene con passi di danza accompagnati da una mimica facciale teatrale e da curiosi movimenti. Gli occhi di King Kong affascinati dalla bianca epidermide di Ann che emana una luce splendente, ammirano questa donna dalle esili e armoniose fattezze e dai biondi capelli che le contornano il viso.

L’amore e il desiderio che la bestia comincia a nutrire per la bella non si sofferma solo all’esteriorità. Ann diletta il gigante per catturare la sua attenzione: danza per lui, esegue dei numeri, si improvvisa giocoliera, saltella con un bastone, attinge dal suo “repertorio” essendo un’attrice di teatro. An diventa con kong molto empatica e richiede a lui molta attenzione, Kong si accende per lei dando accesso al sentimento e all’attaccamento.

Carl(Jack Black) è un cineasta, regge maniacalmente la sua pesante macchina da presa, difendendola ad ogni costo da ogni aggressione per realizzare il suo agognato successo. Dai suoi comportamenti si evince la parte più oscura, quella per cui dal suo punto di vista tutto può essere usato come fonte di guadagno. Jack (Adrien Brody), invece, è un drammaturgo che vive per la stesura di un nuovo testo teatrale e che, a malincuore, accetta di seguire Carl in questo rischioso progetto cinematografico.

Ann sedurrà Kong con la grazia del suo fare spettacolo e con l’erotismo del suo essere artista, l’empatia tra i due, fatta sguardi ed eloquenti silenzi coinvolge fortemente lo spettatore.

King Kong concede ad Ann riparo nelle sue mani per scampare ai pericoli di quel luogo inospitale e, la conduce nella sua dimora, situata sul picco di una montagna, appena raggiunta depone Ann a terra, sedendosi a contemplare il tramonto.

King Kong e l’allegoria del “sole”

Il sole sembra ritmare la vita di Kong, sorgendo per svegliarlo e tramontando per farlo addormentare. Poter rivedere il sole ogni giorno per Kong equivale al suo sentirsi vivo; sopravvissuto, nella sua battaglia per la vita.

In quell’attimo il sole luminoso per Kong s’incarna nel corpo e nello spirito di Ann, che riprende a danzare per lui, cercando di riconquistarne la sua fiducia dopo essersi sottratta al suo sguardo. Kong, con la fierezza e l’orgoglio di un re ferito, la ignora solo apparentemente, ponendo il suo sguardo sul sole che muore all’orizzonte. Ann, resta colpita dalla bellezza di ciò che sta osservando, si sfiora il cuore, mentre esclama: “E’ bellissimo!”. King Kong la ascolta e poco dopo schiude il pugno per far distendere la fanciulla sulla sua mano.

Kong ama l’isola, la sola terra in cui può vivere in libertà, purtroppo verrà catturato dagli stessi uomini dell’equipaggio per divenire un fenomeno culturale da baraccone, presentato in gabbia e legato con grosse catene, dentro un teatro. 

King Kong viene presentato a Broadway nel periodo natalizio, per la produzione dell’avido Carl Denham, ma kong furioso riesce a liberarsi, esce dal teatro, ritrovandosi vittima di un mondo diverso da quello in cui ha sempre vissuto. Kong disorientato dalle auto e dalle luci della città si scontra con il mondo civilizzato, si muove disperato, colmo d’ira, per ritrovare la bella, afferra tutto ciò che gli capita davanti, nel tentativo di cercare quella donna dai biondi capelli solo lei e nessun altra.

Kong conserva l’immagine del volto di Ann e non intende portare con sé alcun’altra donna. Tutto d’un tratto si imbatte con un profumo che lui riconosce, si gira e, vede Ann avanzare solitaria verso di lui con indosso un lungo vestito bianco e, il “sole” luminoso e cristallino torna a risplendere negli occhi della bestia.

Kong la scruta minuziosamente, riuscendo a riconoscere il suo volto allunga il braccio e la sua mano, come fosse una “carezza” protettiva che la bestia le riserva. Ann sale, a sua volta protende la mano per accarezzare dolcemente il viso di Kong. Il gigante si quieta e con Ann si allontana dal centro della città per recarsi sul lago di Central Park.

La danza tra la bella e la bestia

 Nella scena ambientata sul lago ghiacciato c’è un momento di pace emerge tutta la dolcezza del sentimento della bestia, ormai innamorata perdutamente della bella. In quegli intensi frangenti Kong inizia a slittare delicatamente sul ghiaccio, facendo volteggiare in aria la compagna, gioca con lei sviluppando un piacere ludico infantile. Ann sorride dolcemente lasciandosi trasportare dai pacati movimenti della bestia che indugiando per qualche istante su e calando vertiginosamente la mano per pochi attimi giù, donano alla donna l’impressione di poter “volare”. Kong ha piacere di darle piacere, lei si abbandona, questo è il loro amplesso, un piacere ludico infantile Affascinato dalla bianca epidermide di Ann che emana una luce splendente, i due continuano a restare vicini. come avveniva sull’isola. si stabilisce una profonda fiducia e una indistruttibile connessione; ma questa volta, invece che circondati da una fitta vegetazione, sono attorniati da una cornice costituita da alberi di natale, addobbati da palline colorate e illuminazioni intermittenti.

Si può godere del candore della neve che cade sugli alberi che delimitano il lago, mentre la bestia danza con la bella su di una lastra di ghiaccio. Kong si lascia scivolare lungo le sponde arrivando a scontrarsi con un cumulo di neve ai bordi del lago. Ann resta avvolta dalla neve che le copre il viso, mentre il gorilla, anch’esso ricoperto dalla coltre bianca, comincia a pulire teneramente la giovane dai fiocchi di neve.

Un frastuono irrompe nel silenzio, King Kong comprende di essere di nuovo sotto attacco. Raccolta Ann ancora una volta nella sua mano, fugge via arrampicandosi sul monumentale Empire State Building. Seduto su in cima, Kong schiude la mano permettendo così ad Ann di liberarsi. La creatura riprende nuovamente a contemplare la bella, esattamente come faceva nel suo rifugio sulla montagna.

Il sole è prossimo a sorgere, e Kong se ne accorge; quindi comincia a darsi dei colpi sul petto con la mano, proprio in prossimità del cuore. La donna capisce che la bestia sta tentando di comunicare con lei e riconosce le medesime sensazioni che aveva provato allora. Ann, sorridendo, ripete: “E’ bellissimo!”. L’amore e la stessa vita di kong viene cadenzata dal “ciclo del sole”, con Ann  adesso osservano il sorgere di un nuovo giorno: questa volta l’ultimo

La scena finale

Questa contemplazione viene turbate dai biplani dell’esercito, le pallottole dei mitragliatori iniziano a bersagliare senza tregua la bestia. Kong urla al cielo la propria ferrea volontà di combattere, percuotendo le nocche sul proprio petto ed ergendosi maestosamente su due zampe. I colpi successivi lo costringono a contrarsi per pochi istanti, il sangue sgorga dalle sue ferite. Kong riesce ad abbattere tre aerei ma alle sue spalle ne arrivano di nuovi che lo trascinano fino allo stremo delle forze.

King Kong un’ode all’amore

Ann urla disperata di cessare il fuoco ma è troppo tardi. Dopo aver salvato Ann un’ultima volta, Kong la regge ancora tra le dita, ma la fatica del gigante è tanto evidente che non riesce più a tenerla saldamente. Così, la distende sulla cima dell’Empire State Building, mentre resta aggrappato al bordo della costruzione. King Kong guarda Ann con intensità, respirando affannosamente. Ella, distrutta dal dolore per la triste fine, protende la sua mano per accarezzare il viso dell’animale. Kong ricambia il gesto, allungando la sua mano per accarezzare la fanciulla, ma un biplano gli scarica addosso tutto il suo arsenale di colpo, impedendoli di completare l’azione. La mano del gigante scivola verso il basso e con essa il suo volto, il suo corpo cede la presa; precipitando.

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