L’amore è un esperienza dell’anima, si incontra inattesamente e ci sorprende, in quanto tale è sconosciuto e non preordinato, sebbene nasca dentro di noi, si sviluppa inconsciamente, restando legato alle vicissitudini evolutive di ciascuno.

L’amore: ci immergiamo in questa avventura istintivamente

Con la pubertà e il corpo sessuato la mente s’illude di ricevere dall’oggetto d’amore l’affetto incondizionato dei genitori. Ragazzi e ragazze vorrebbero essere accettati, amati ma purtroppo esporsi alla gioia della felicità e alla sperimentazione comporta il rischio del suo contrario: il dolore dell’infelicità. Ciò nonostante, ci immergiamo in questa avventura istintivamente, seguendo la scia delle nostre emozioni senza pensare alle conseguenze. L’amore ha la forza una passione irresistibile e l’esaltazione, l’ardore e il narcisismo divengono il motore inarrestabile dell’azione.

Freud parlando dell’innamoramento crede sia una riedizione dell’affetto infantile per i genitori, riattivato dall’incalzare della sessualità. Amando si idealizza l’altro esaltandone gli aspetti positivi, e minimizzando quelli negativi. Nell’incontro amoroso l’offerta d’amore è smisurata e tende altruisticamente a prevalere sulla necessità di riceverne.

L’amore: una idealizzazione inconscia

L’innamorato si sente inadeguato nel confronto con il partner, ingigantito dalla propria idealizzazione inconscia, così il  proprio io tende a impoverirsi e nell’aspirazione verso una totale felicità corre il rischio d’incontrarsi con una delusione, frutto di quella illusione iniziale.

L’amara delusione rappresenta una tappa obbligata nel rito di passaggio dal quale, dopo aver sfiorato la depressione, il soggetto ne uscirà rafforzato nella propria autostima e nell’amore di sé.

Le foto e le immagini delle star o dei cantanti preferiti che popolano le gallerie degli smartphone dei giovani oggi rivelano un atteggiamento di prudente entusiasmo rispetto al pericolo rappresentato da un innamoramento reale. La distanza dalle star consente infatti di sperimentare il fuoco della passione senza bruciarsi le ali.

Dal sogno d’amore giovanile all’innamoramento reale e personale

Dal sogno d’amore giovanile ci si sveglia per percorrere i sentieri dell’innamoramento reale e personale. Ogni adolescente cerca, appena possibile, di realizzare una coppia all’altezza dei propri sogni, ma poiché l’ideale è irraggiungibile, spesso l’unione si scioglie nell’intento di ricostituirne un’altra più bella, altrettanto idealizzata, altrettanto fragile.

La successione nella scelta di possibilità fra i partner genera un’alternanza di felicità e infelicità che lascia i soggetti delusi e amareggiati. Nel conflitto tra il desiderio di sicurezza e bisogno di libertà, vince la richiesta di autonomia e autorealizzazione, che la condizione di single sembra consentire, rinunciando ai sentimenti di contenimento e stabilità.

Le storie amorose delle nuove generazioni si mantengono piuttosto vaghe e contraddittorie, spesso persino disinteressate, avvalendosi i giovani del godimento di strumenti tecnologici, a cui segue una connessone continua, al prezzo di una disconnessione dalla relazione reale.

L’amore chiede sintonia con il fluire del tempo

La felicità amorosa risiede nell’essere presenti, nel porsi in sintonia con il fluire del tempo, con le intermittenze del cuore, con il susseguirsi delle stagioni della vita. Solo chi è in grado di vivere il presente, crescere e trasformarsi, senza negare il passato e ipotecare il futuro, può cogliere e difendere il proprio patrimonio di felicità.

La felicità non si può capitalizzare in attesa di tempi migliori,  essa è dentro e fuori di noi: corre nelle vene, nelle sensazioni del corpo e nelle emozioni della vita ed è migliore goderla nel confronto dei desideri reciproci, nelle attese sintonizzate, nelle gioie condivise.

Anche nei momenti peggiori della vita, quando tutto sembra perduto, le piccole felicità lasciano intravvedere un orizzonte più vasto, aprono lo spazio alla speranza che lascia immaginare un futuro possibile e un obiettivo realizzabile.

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