È un vecchio adagio utilizzato come titolo per un film di Verdone; nella trama del film: l’amore è eterno finchè dura si racconta una crisi di coppia e la conseguente perdita del desiderio sessuale.

Attraverso ironia e drammaticità il film tratta un tema scottante, algico: la nascita di un amore e la sua fine.

L’amore eterno, nel momento in cui  finisce, per la coppia inizia una ricerca dei perché, un continuo frugare nel passato.

La coppia vive sensazioni d’insoddisfazione reciproche e l’infelicità nella relazione.
Capita sempre più frequentemente che le coppie si rivolgano a Psicoterapeuti o Sessuologi Clinici e di coppia per capire come sia possibile che dopo anni d’amore insieme ci si ritrovi privi di stimoli e d’interesse, angosciati da un’ incomprensionei reciproca, naufraghi di se stessi.

Il venir meno dei ruoli tradizionali di moglie e marito nel rapporto di coppia, introduce dosi sempre crescenti d’incertezza.
Così come la perdita del desiderio erotico e sessuale nei confronti del proprio partner, perdita di cui si è incapaci di trovare una spiegazione, aumenta i dubbi sul futuro del rapporto.

Spesso il primo sintomo portato in terapia è la fine dei rapporti sessuali all’interno della coppia (problematiche sessuali).Tutto  cioò non è estraneo agli avvenimenti della coppia, ma è  solo una conseguenza della crisi in atto.

In queste situazioni le persone cercano degli spunti di riflessione per tentare vie d’uscita, provano ad usare un pensiero concreto, pragmatico, riflettendo sulle proprie colpe e su quelle del partner. Come se fosse un giallo, si travestono da detective alla ricerca dei come e dei perché…Discutono e riflettono sulle reciproche responsabilità, con una forte sensazione di delusione, persiste tra loro un irrisolvibile clima di conflittualità.

Le coppie separate a confronto

In una speciale ricerca dal titolo “Coppie separate a confronto: Giochi di Specchi”, sono state studiate, le discrepanze tra le storie narrate dai due partners in via di separazione.
Una coppia su tre tra quelle intervistare, “tutte ex coppie”, narra una storia molto diversa da quella dell’altro, tanto che un osservatore esterno non riuscirebbe a riconoscere l’appartenza dei coniugi alla medesima coppia.

In questa ricerca sull’ “amore eterno vengono confrontate le versioni di lei e di lui, vengono esplorate motivazioni inconsce della scelta del partner, le percezioni delle ragioni che stanno alla base della crisi e le forme d’intimità trascorse.I singoli coniugi vivono e rivivono episodi, atteggiamenti e comportamenti propri e del partner in modo assolutamente diverso.
Questo ricordare divergente, queste interpretazioni discordanti della vita passata in comune divengono motivo di scontro, di astio e di rancore.

Le coppie che scoppiano

Sono proprio le differenti modalità con cui i due partners reagiscono alla perdita dell’amore eterno, dello star bene assieme, attraverso il particolare modo in cui i singoli accettano di far finire la storia o di mantenerla aggressivamente o supinamente in vita, che permetterà loro di comprendere quelle parti di sé stessi che normalmente non emergono durante la storia d’amore.

Con il passare del tempo e la routine, spesso si assiste ad un continuo ritorno all’individualità, agli interessi personali, all’investimento di energia su elementi esterni alla coppia, come i figli, il lavoro, le relazioni sociali.
Questo allargamento d’interesse riduce progressivamente il tempo e il vissuto della coppia. La crisi emerge nel momento in cui l’evoluzione dei partners avviene in tempi diversi e la crescita reciproca si ferma. Quando i bisogni cambiano, l’equilibrio salta.

Può anche accadere che uno dei partner rimanga legato alla vecchia immagine della coppia e mantenga come riferimento quel rapporto ideale che oggi non c’è più, o che forse non c’era mai stato, mentre l’altro sente nuove e urgenti necessità.

Chiusura e la riapertura dei cicli di vita.

I cicli di vita sono passaggi delicati e difficili, ma di utile comprensione circa l’amore eterno, nei momenti di crisi, si impongono la chiusura e la riapertura di cicli di vita.
I partner si interrogano su quello che veramente è migliore per “sé stessi” o per la coppia: separarsi o rilanciare il rapporto. Ripartire con delle nuove motivazioni, confrontarsi sui limiti propri e su quelli dell’altro, analizzare le proprie difficoltà e camminare verso il cambiamento e la trasformazione.
È persino possibile che le strade divergano irrimediabilmente e rendano impossibile l’individuazione di un terreno comune nella coppia dove le energie creative e la progettualità tornino ad avvolgerla nel suo complesso.

La crisi della coppia

Le crisi della coppia in genere costituiscono un momento “creativo” ed evolutivo per i coniugi.

Comprendere le crisi significa esplorare la zona in cui i vissuti intrapsichici dei singoli diventano “mondo relazionale“, il che significa addentrarsi nei meandri della soggettività di coppia e dell’individuo allo stesso tempo. Risulta evidente che i conflitti non possono essere risolti adottando semplicemente un atteggiamento razionale e concreto, o cercando le colpe, o le spiegazioni, poiché il problema si pone a livello inconscio e necessita di un linguaggio diverso e di differenti livelli di comprensione.

La coppia dallo Psicologo

Quando nella stanza di consultazione arrivano in due, nei mio studi di Livorno e Lucca,  entrambi portando una propria versione dei fatti, raccontata attraverso lingue diverse, come se fossero incapaci di comunicare tra loro. All’interno della stanza si respira un’atmosfera d’ immobilità, un senso di stanchezza , si percepisce l’impossibilità di una comprensione, di depositare reciprocamente l’un l’altro i propri vissuti. L’aria si fa pesante, diviene irrespirabile e la coppia sembra avvolgersi su sé stessa, i partners non riescono più a toccarsi, né fisicamente, né psichicamante.

Quando si diviene consulenti di una coppia si ripercorre assieme ai coniugi i loro brani di vita, la loro storiografia, rivisitando ciò che li ha attratti l’uno l’altro, che li ha sedotti, promettendosi amore eterno.
La spinta iniziale parte sempre dal desiderio di conoscersi: <l’Eros> , l’impulso alla sessualità, una specie di corrente irrefrenabile che avvicina e unisce due persone sconosciute.
Tutto avviene nell’amore degli inizi, nella promessa dell’amore eterno, attraverso il passaggio da una relazione inizialmente empatica, anche emotivamente intensa, ma in realtà di superficie perché giocata attraverso le identificazioni, proiezioni, idealizzazioni rivolte all’altro fantasmizzato, cioè arricchito dei propri fantasmi e desideri interni.

Ad un altro livello, che definiremo di relazione più intima, il conoscersi tende a muoversi dai tratti esterni (l’estetica, il comportamento), verso quelli interni e profondi, potremmo chiamarli “psichici”, che trasformano l’incontro di “nuclei fantasmatici”, verso una comunicazione tra “due inconsci”.

Per poter comprendere la natura del malessere nella coppia bisogna passare dal pensiero concreto ad un pensiero simbolico, usare il linguaggio inconscio del mondo interno, che è non logico, bensì analogico: meta-comunicare sulle aspettative, sui vissuti, sui sogni, dare più spazio alle immagini, alle associazioni, alle sensazioni, facendole esprimere ed “incontrare” fra loro.

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