Lo stress, questa parola utilizzata ovunque per indicare uno stato di affaticamento o di dèbàcle, è un termine ormai troppo in uso,  inflazionato e deprivato del suo autentico significato.

Si tratta in verità di un fenomeno importante, molte persone soffrono di disturbi psicosomatici correlati allo stress, che declinano in sintomi espliciti, quali: insonnia, panico, ansia, angoscia, mal distomaco, dermatosi…etc.

Lo stress rappresenta la capacità che ogni individuo possiede di adattarsi alle richieste dell’ambiente in continua trasformazione; siamo tutti costretti a procedere verso nuove situazioni, nella perenne ricerca di un  equilibrio migliore. Ad esso dovrebbe seguire il giusto rilassamento per rigenerare energie,  pichè le molteplici fonti di stress pongono il nostro organismo nella posizione di allerta, di attacco e fuga.

Non solo Stress.

Lo stress non è solo nocivo, ha anche una funzione positiva per l’individuo.

Infatti il continuo stato di attivazione predispone l’individuo a molti disturbi psicologici, poichè lo stress è il sale della vita occorre imparare a gestirlo per trasformarlo in una risorsa a nostra disposizione.

Gestire al meglio il nostro tempo senza farci inghiottire dal lavoro, rinunciando alle tendenze perfezionistiche che innalzano la nostra personale asticella di stress, con la paura continua di sbagliare, di temere il giudizio degli altri, col timore di misurarsi e il dubbio di non farcela.

Spesso il desiderio di tenere tutto sotto controllo lascia passare la convinzione di  poterlo controllare in realtà si controlla tutto per non controllare niente, in special modo le nostre emozioni. Per alleggerirsi delle preoccupazioni che ci investono quotidianamente è necessario delegare, viaggiare leggeri col bagaglio a mano, occupandoci del “qui ed ora”, anzichè per-occuparci prima che gli eventi accadano, limitando così paure, fantasiae e proiezioni.

La rabbia che scaturisce dallo stress è un sentimento che produce a sua volta ulteriore stress. Questo accade quando non riusciamo a raggiungere i nostri obbiettivio non li realizziamo brillantemente. Siamo costretti a fare i conti con le nostre idealizzazioni, con ciò che “non siamo”, nella difficoltà di incontrare la coscienza del limite.

La rabbia è sentimento onnipresente che scaturisce quando ci sentiamo incapaci di gestire al meglio le relazioni con gli altri (colleghi, parenti, amici, familiari) non sentendoci all’altezza delle situazioni che viviamo.

Il nostro rapporto con il piacere  chiama in causa il “sano egoismo”, imparare a volersi bene è un modo efficace per ridurre la tensione.

Dedicarsi a ciò che ci fa star bene riduce il sovra dosaggio di stress che non riusciamo a metabolizzare. Godere del tempo libero, fonte insuperabile di ricarica energetica: dello sport, delle nostre passioni e interessi è tutto ciò che alleggerisce e ammortizza lo stress.

Lo stress che non si riesce a metabolizzare è quello eccedente: distress, cioè stress negativo. C’è al contrario uno stress che produce positività, così detto: “eustress”

Esso dunque si qualifica come una presenza inevitabile nella nostra vita, costringendoci a continui adattamenti nei confronti dell’ambiente.

L’insidia patologica, è il modo in cui l’affrontiamo.

Ad esempio lo stress sul lavoro trascina dietro di sè una dimensione soggettiva d’impotenza,  il sentimento di non potercela fare, opposto al sentimento d’impowerment che rappresenta una sensazione di potere. Nelle situazioni lavorative, ad esempio non tutti siamo in grado di raccogliere la sfida del mondo del lavoro,  che si traduce  in termini di stress.

Ridurre gli “stressor” non è sempre possibile, perché essi hanno molto a che vedere con le risorse soggettive che ci permettono di fronteggiarli.

Ciò accade anche in relazione al nostro ambiente sociale, dove emerge spesso la tentazione di tirarsi indietro, piuttosto che confrontarsi in una possibilità di vincita, di crescita personale.

Fronteggiare le situazioni stressanti significa ridurre e tollerare al meglio gli eventi, coscientizzando i propri limiti, circa la nostra personale capacità di risposta all’ambiente.

Fare “training”  ci permette di far crescere le nostre risorse interiori, interfacciandoci allo stress con una capacità di gestione nuova, positiva.

Far fronte in modo positivo agli eventi sfavorevoli significa  superare e avanzare in termini di “resilienza” con prospettive di sviluppo personali.

Tanto più accettiamo la sfida, tanto meno diventeremo“vittime” del sentimento d’impotenza che rappresenta il substrato sul quale prende forma il fenomeno imponente in questione.

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