Match Point “2005” film scritto e diretto da Woody Allen, con Jonathan Rhys Meyers e Scarlett Johansson.

Match Point è un film drammatico con situazioni tipiche del thriller. Il film è di Woody Allen, genio delle commedie paradossali, che in questa pellicola tratta temi di moralità, avidità, lussuria, denaro e fortuna in una lucida e amara metafora sulla vita e sui grandi temi che la governano il Caso, il Crimine, la Colpa.

Match Point e Crimini e misfatti (1989). Confronto

Match Point torna con forza sul tema dell’omicidio affrontato in modo magistrale nel precedente film di Woody Allen, Crimini e misfatti (1989), uno dei capolavori dell’artista, di cui riprende e sviluppa alcuni temi, quali la dimensione del delitto e della colpa nella società moderna e la responsabilità morale dell’individuo di fronte alle proprie scelte.

Match Point e l’assoluta causalità del vivere umano

Match Point invece affronta con genialità spettacolare la questione dell’assoluta casualità del vivere umano, per raccontare la storia di Chris Wilton, ex tennista di successo di modeste origini Irlandese, bravo a tennis, ma non abbastanza da affermarsi a livello agonistico, il quale crede nell’importanza della fortuna, più che nelle capacità o nel talento.

La storia del film

Chris decide di fare il maestro di tennis a Londra in un club di alto livello. Dove conosce il ricco Tom Hewitt e sua sorella Chloe, che s’innamora subito di lui e del suo apparente interesse per la cultura.          Il ricco padre dei due lo inserisce nella sua attività finanziaria e presto avverrà la promessa di matrimonio tra Chris e Chloe. Nel frattempo Chris conosce la fidanzata di Tom Nola (l’aspirante attrice americana) e ne rimane irrimediabilmente attratto, quando la reincontra, libera dal legame col cognato inizia con lei una relazione appassionata. Il matrimonio con Chloe avviene e lei  desidera a tutti costi una maternità. A  rimanere incinta è invece Nola che pretende che Chris lasci la moglie. Incapace di resistere alla pressione Chris escogita una via di fuga dangerex.

Match point è la prima pellicola realizzata dal grande regista americano al di fuori dell’abituale cornice di New York, ci mostra un Woody in trasferta a Londra, forse per la difficoltà di trovare finanziamenti per i il suo nuovo film in Usa, Allen compie così il doppio salto mortale rispetto alla sua ormai consolidata tradizione narrativa, offrendo al suo pubblico, in modo simbolico e al contempo concreto anche una grande occasione per riflettere.

Match Point: una pallina rimbalza sulla rete, rimanendo sospesa in aria

Nell’incipit del film compare la scena emblematica: una pallina da tennis viene lanciata da una parte all’altra del campo, rimbalza sulla rete e rimane sospesa in aria, sarà soltanto il caso a decidere in quale metà del campo la pallina cadrà, decretando così le sorti della partita. E’ proprio attorno alla sorte, imprevedibile e beffarda, che si sviluppa la vicenda di Chris, fino ad assumere le sfumature di una parabola morale.

Nella costruzione dell’intreccio di Match Point, Allen non esita a prendere in prestito fonti letterarie e cinematografiche da Delitto e castigo di Fedor Dostoevskij, e una tragedia americana di Theodore Derisero (che aveva già ispirato il film Un posto al sole), da Bel Ami di Guy de Maupassant.

L’arrampicata sociale di Chris Wilton

Nel film osserviamo l’arrampicata sociale di Chris, accolto dall’alta borghesia britannica, rappresentata dalla famiglia Hewett, con la graziosa e ingenua Chloe (Emily Mortimer), che lo conquista grazie alle prospettive di un comodo matrimonio d’interesse e, suo padre Alec (Brian Cox), che non esita ad offrire al futuro genero la possibilità di una facile carriera.
Sullo sfondo troviamo la Londra dei ricchi, con lussuosi appartamenti in vista sul Tamigi, e  l’accompagnamento musicale di arie d’opera accuratamente scelte.
Alla scalata di Chris, inesorabilmente sedotto dallo stile di vita degli Hewett, si frappone un ostacolo, Nola Rice (Scarlett Johansson), un’attricetta americana sensuale, per la quale Chris prova un’attrazione fatale. Nel momento in cui questa passione rischierà di compromettere in maniera irreparabile la sua nuova esistenza, a lui non rimane che un’unica via d’uscita.

Match Point nella seconda parte si trasforma in un thriller

Nella seconda parte Match point si trasforma in un thriller dai toni sempre più serrati, per concludersi con un finale a sorpresa che, allegoricamente rievoca l’immagine iniziale della pallina da tennis. Ritorna l’incipit dell’inizio del film: il Caso è l’unico arbitro in grado di stabilire le sorti del nostro destino; non esiste alcuna giustizia divina al “delitto” non segue necessariamente il “castigo”.

Woody Allen accompagna l’intera vicenda del film con le musiche de La Traviata, sottolineando efficacemente l’atmosfera melo’ del dramma, creando “suspance” nelle scene del delitto con le arie dell’opera, cantate dal tenore Enrico Caruso.

L’idea di fondo di questo bellissimo film è la Fortuna e al ruolo che ha la fortuna nella vita. “Si è solitamente riluttanti a riconoscere il ruolo della fortuna nella vita, poiché rifiutiamo il pensiero, di non avere il controllo su di essa.

Nola, dopo il tentativo di difendersi dalla corte di Chris (quasi intuisse il baratro in cui l’avrebbe gettata)  rivela sempre più profondamente il suo bisogno di amore, la sua antica disperazione, rivendicando un posto di legittima compagna accanto a Chris.

Nola, personaggio divenuto di troppo

Come in “Crimini e misfatti di circa vent’anni fa (forse il capolavoro di Woody Allen), si arriva ad un punto in cui, per preservare la vita fortunata che Chris vive a pieno titolo, occorre eliminare Nola, personaggio divenuto di troppo.

Ispirato consapevolmente a ‘Delitto e castigo di Dostojevskij, in Match point c’è il delitto (duplice, proprio come in Delitto e castigo, ma non senza movente), ma non vi è castigo. Il caso, la fortuna, fanno si che sebbene un detective nutra forti sospetti su Chris, alla fine la colpevolezza ricada fortuitamente su un ladruncolo e la vita riprende a scorrere come se niente fosse.

Chris in qualche modo vittima.

La sua vicenda, nasce casualmente: Chris non è un cattivo, non è un delinquente, non è neppure un franco arrampicatore sociale, ma ci si è trovato. Una volta immerso in una vita calata in un totale benessere, un’esistenza così elitaria,  diventa per lui impossibile uscirne,  perdendo di vista, il proprio se.

Il un prezzo da pagare nel mondo interno dell’individuo

Vi è davvero una tragicità nel destino degli uomini, anche quando non interviene il castigo o quando è messo a tacere il senso di colpa  Se c’è una punizione finale, non risiede nelle leggi umane, o nel corso di una giustizia, anch’essa intrappolata nelle maglie del caso e della fortuna; essa consiste nell’alienazione di se, che intravediamo nello sguardo finale di Chris. C’è sempre un prezzo da pagare, anche quando non è sancito dalle leggi e dalle pene dei tribunali umani. Si tratta di quello intimo e privato, che finisce col ricadere nel mondo interno dell’individuo, che ne porterà per sempre il peso dentro di se.

La mutilazione del proprio Se

Perché le persone adulte, che si imbattono in un’ amore extraconiugale in seguito, spaventate, lo mutilano o lo esiliano dalla propria vita? Perché Chris, sebbene negli abiti di uno yuppy, non privo di sensibilità e intelligenza, deve sacrificare Nola, e con lei quel sogno di vitalità, di speranza e di integrità,  mutilando anche se stesso?

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