Nella rete l’uomo sempre più solo: siamo tutti retomani, sempre più incapaci di spengere il computer, tutti dipendenti da internet e dalle nuove tecnologie dilaganti, ormai radicate nel DNA dei nativi digitali.

Che cos’è la rete? Nella rete l’uomo sempre più solo.

Un immenso e sconfinato labirinto, ma anche il luogo della dimensione dello smarrimento del Sé, dove è facile perdere scopo e direzionalità.

La rivoluzione digitale, seppure affascinante e seduttiva, offre universi infiniti di conoscenza, modifica le nostre capacità mentali e sensoriali e diffonde una nuova cultura e induce differenti modalità di rapporto con noi stessi e con il mondo circostante. Sebbene seducenti, queste modalità non ci esonerano dal riflettere sulle trasformazioni e sugli effetti della rete sulla psiche e sulle relazioni umane.

L’uomo del terzo millennio abita a 360° la rete, sottopone la mente umana a continue ristrutturazioni cognitive, emotive e sociali, costringendola a continue modifiche di vissuti, relazioni e identità.

L’ enormi potenzialità offerteci dal sistema tecnologico, ci interroga con insistenza sui rischi psicopatologici connessi all’uso e all’abuso della rete, di cui Internet Addiction Disorder, ne è solo un esempio.

 Un nuovo sistema cervello mente

Gli esperti definiscono questa fase epocale di mutazione antropologica riferendola soprattutto ai nativi digitali. Bauman parla di una mente tecno liquida, in cui prevalgono attivazioni rapide della parte antica del cervello (limbica). Egli ci restituisce un’immagine della società post-moderna intrecciata tra il mondo liquido da lui teorizzato  e la rivoluzione digitale.

Le grandi trasformazioni che stanno avvenendo nella mente dell’uomo ci offrono l’identikit di un individuo alla continua ricerca di forti emozioni, la cui identità appare confusa, ambigua e disorientata.

Anche le relazioni umane oggi subiscono un’importante metamorfosi e si convertono in relazioni social-light, giocate nello spazio velocità/esperienza. In questa tipologia di socialità virtuale, rapida e veloce, le forme di relazione social pur estendendosi a macchia d’olio, lasciano evidente ed estesa una sensazione di solitudine, imposta dalla rinuncia dell’individuo all’interiorizzazione dell’esperienza.

Senza dubbio i problemi psicopatologici a internet correlati, restano oggi di grande interesse per la ricerca, essendo avvincente studiare l’impatto che i social in genere hanno sulla mente dell’uomo. Le nuove tecnologie, motore ineludibile di cambiamento sociale, aprano nuovi territori d’indagine per antropologi, sociologi, psicologi e psichiatri.

L’intelligenza artificiale, nella rete l’uomo sempre più solo.

L’intelligenza artificiale sembra conquistare ulteriori territori e svolgere via via un numero maggiore di compiti, quali: la socializzazione, la consolazione e l’aiuto esistenziale, riuscendo persino a percepire empatia ed emozioni

La comunicazione virtuale, più rapida e facile di quella reale, dovrebbe metterci in guardia circa l’eventualità d’instaurare una dipendenza, poiché il 10% di navigatori oggi, sembra esposto a questo rischio. Ci imbatteremo sempre più nella cybersex addiction, nella cyber relationship addiction, nella dipendenza dai videogiochi etc.

Pertanto in considerazione dell’inarrestabile diffusione della rete, le psicopatologie connesse a internet si moltiplicheranno inarrestabilmente e riguarderanno giovani, adulti, adolescenti e bambini; restando comunque consapevoli del fatto che l’espansione della “rete nella rete” apporti  innumerevoli  novità e benefici.

Resta il fatto che le nuove forme dell’intelligenza artificiale ci interrogano e inquietano al tempo stesso, essendo la mente tecno liquida diversa cognitivamente ed emozionalmente dalla precedente mente analogica .

Mutazione psicosociale e antropologica

La mente umana che noi conosciamo e che da sempre abbiamo studiato, forse non esiste più. Stiamo assistendo a una mutazione psicosociale e antropologica nella società. L’elemento più sconcertante che sembra evidenziarsi nella società post moderna è rappresentato dal fatto che la mente umana si troverà sempre più immersa nella solitudine esistenziale dell’individuo, poichè nessun social potrà mai esaurire il bisogno umano autentico dell’incontro con l’altro.

 

 

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