Nov 11, 2024 · Letterarie e Cinematografiche, Psicologia

Povere creature un’energia che esalta la fantasia – psicologa livorno

Bella Baxter è la protagonista del film che ha vinto l’Oscar come Migliore Attrice, è una giovane donna dal cervello di bambina allevata con amore paterno e iper-protettivo dal suo creatore uno scienziato dedito alle invenzioni anatomiche più strane che la ama, ma la tiene segregata in casa al riparo dall’ esperienze della vita, lasciandola infine libera di seguire il suo desiderio di esplorazione e conoscenza del mondo.

Povere Creature, film di Yorgos Lanthimos. con Emma Stone, Mark Ruffalo, Willem Dafoe, Ramy Youssef, Christopher Abbott.  Titolo originale Poor Things. Genere Commedia, Drammatico USA 2023.

Povere Creature presentato all’ 80ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, narra l’esperimento di un famoso chirurgo, (Willem Defoe) che innesta in una giovane donna morta suicida, il cervello del feto che ha in grembo, riportandola in vita.

il regista greco lancia Bella in un viaggio senza tempo liberando un’energia visiva esplosiva, che offre suggestioni ed esalta il racconto dello scozzese Alisdair Grey.

Una reale libertà del femminile? O favola di fanta-scienza?

Potremmo definirlo un film femminista sebbene la regia sia maschile, un’originale storia in cui una giovane creatura-Frankenstein si autodetermina, andando a conoscere la vita e il mondo con la chiave del sesso e della curiosità. Il regista espone lo spettatore al visionario e fantastico film sull’evoluzione di una giovane donna, interpretata da Emma Stone e si aggiudica il Leone d’oro al miglior film e due Golden Globe e quattro premi Oscar.

Bella Baxter è la protagonista del film che ha vinto l’oscar come migliore attrice, è una giovane donna dal cervello di bambina allevata con amore paterno e iper-protettivo dal suo creatore, uno scienziato dedito alle invenzioni anatomiche più strane che la ama, ma la tiene segregata in casa al riparo dall’ esperienze della vita, lasciandola, infine libera di seguire il suo desiderio di esplorazione e conoscenza del mondo.

Con il giovane Max, assistente del padre, Bella comincia a perfezionare la sua conoscenza del mondo, e scopre attraverso le pulsioni sessuali la voglia di vivere, imparare, capire, gustare le cose col corpo e con la mente. Decide ad un certo punto di lasciare il padre e la sua dimora, dando il via ad un viaggio iniziatico nel mondo esterno.

Un film che incanta e fa riflettere

Un uomo con pochi scrupoli inizierà Bella ai piaceri dell’amore erotico, ma ben presto, quando lui diventa più possessivo del padre, lei fugge di nuovo, sempre nel tentativo di realizzare sé stessa attraverso la conoscenza del bene e del male, del piacere e del dolore, della libertà. Questa donna bambina, non ha memoria delle regole e dei pregiudizi che muovono la società, non sa cosa sia la vergogna, mossa solo dalla curiosità inizia un viaggio iniziatico attraverso prostituzione, amicizia, incontri e incomprensioni, che la porteranno alla fine a capire, cosa vuol essere.

Povere Creature: sotto una falsa riga freudiana esplora l’evoluzione dei bisogni di base

Dai più primitivi a quelli poi mediati dalla morale, dagli affetti e dalle convenzioni sociali, che trovano man mano soddisfazione ed espressione, dalla mancanza di controllo assoluto verso gli impulsi erotici e quelli aggressivi, sino al lutto e al trauma che rivivono e si ripetono in Bella, fino alla costruzione di una morale e di un carattere più riflessivo e comprensivo della norma.

La sua  trasformazione avviene gradualmente attraverso un “apprendere dall’esperienza” (Bion 1972), con humour e leggerezza il regista affronta tematiche fondamentali del nostro tempo.

La rinascita e le vicende di Bella ci pongono una serie di questioni femminili, quali: il rapporto tra uomo e donna, origine di tutte le disfunzioni e disuguaglianze fra gli esseri umani, il diritto della donna di gestire il proprio corpo in autonomia, aspetti concernenti l’emancipazione femminile; restando centrale la sessualità come motore della pulsione di conoscenza. Le sue esplorazioni partono dal suo corpo, estendendosi al corpo dell’altro, le sue domande sono dirette ed imbarazzanti, la sua visione del mondo, ingenua e interrogante, sfiora diversi aspetti della condizione umana, incluso il cinismo e l’ipocrisia, senza adulcorazioni.

La selvaggia creatura delle prime scene, impacciata nel movimento, bulimica nell’alimentarsi, impulsiva e ingorda nel suo desiderio di piacere, non sa parlare e sputa le poche parole che riesce a pronunciare come pezzi di cibo indigesti. Tuttavia, mano a mano che la sua comprensione del mondo si amplia, lei cambia; il suo linguaggio si fa sempre più forbito e il suo appetito istintuale sembra placarsi. Per Bella, come per ogni essere umano, le relazioni e il legami affettivi divengono fondamentali.

Povere Creature e il ricucimento di una persona dalle sue ombre pulsionali

Belle nella sua rinascita ha perduto il ricordo di ciò che animava la sua personalità, sopravvive il suo corpo adulto e con esso tutti i traumi che sono stati somatizzati, una sorta di memoria sensoriale, tracce da interpretare di una vita precedente, percependo nel suo corpo le sensazioni che connotavano il suo temperamento primitivo, incluso l’intenso e  forte bisogno di libertà.

Un neonato in un corpo di adulto che diverrà maturo ai piaceri della vita

Questa è la parabola che assume il film fra atmosfere diverse e affascinanti esperimenti tecnici.  Questi tratti guidano la vita di Bella nei suoi aspetti più istintivi e irriflessi, intrecciandosi con una razionalità scientifica appresa mediante l’educazione di suo padre, lo scienziato che l’ha strappata dal Tamigi.

Povere Creature narra una sorta di percorso psichico che Bella compie per risalire attraverso le origini dei messaggi pulsionali che la animano ad una vita non vissuta, irrimediabilmente dimenticata ma presente, che l’avvicinano all’ascolto del suo inconscio.

Il film in un mix di grottesco ed ironia con ambientazioni e scenari dai colori surreali e fantasmizzati, progettati da scenografi e costumisti, ci restituisce l’atmosfera espressionista delle emozioni provate da Bella, offrendoci spunti e riflessioni su tabù e pregiudizi ancora attuali della nostra società.

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