L’immagine corporea e l’adolescenza

L’immagine corporea e l’adolescenza

La rappresentazione del nostro corpo che forniamo alla mente (cioè come appare a noi il nostro corpo) si organizza tramite elementi sensoriali, emotivi, immaginari, ideativi e relazionali, fin dalla nascita. È per questo motivo che ogni trasformazione della struttura del nostro corpo modifica il vissuto della nostra immagine corporea, rendendola nel corso della crescita e dello sviluppo una realtà sempre in mutamento.
Il rapporto con l’immagine corporea è, dunque, un elemento importante di lettura psicosomatica e di comprensione psicologica dei soggetti, come ad esempio nei disturbi del comportamento alimentare, dove il corpo parla da solo.

Fondamentale è lo studio dell’immagine corporea nell’adolescenza, sia per i rapidi ed evidenti cambiamenti fisici a cui il corpo dell’adolescente va incontro, sia perché le conseguenti modificazioni psicologiche portano ad una maggior attenzione verso se stessi nella ricerca di una identità personale nuova.

Quali sono gli elementi che condizionano il rapporto col corpo di un adolescente?
Prima di tutto le rapide trasformazioni fisiche che richiedono un continuo riadattamento all’immagine del proprio corpo, soprattutto durante le fasi della maturazione puberale. Possono essere elemento di preoccupazione ed ansia i caratteri sessuali secondari e le modificazioni della regione genitale, che suggeriscono le paure di anormalità e interrogativi di adeguatezza sessuale etc. Assume grande importanza il nuovo valore attribuito al corpo, ogni disarmonia legata allo sviluppo, incluso ogni piccolo difetto, anche se transitorio (per esempio l’acne puberale).

Un ulteriore elemento significativo è come il corpo è stato vissuto nell’infanzia nel rapporto con i genitori e tutto ciò che è stato comunicato con il loro atteggiamento e che è passato, sebbene a livello inconscio. Per esempio l’abitudine a toccare, a coccolare il corpo del bambino, a fare attenzione ai suoi desideri, lascia l’impronta di un corpo “gratificante”, ben diverso da un corpo ignorato o che va tenuto nascosto.
Se accadono delle malattie nell’infanzia, queste determinano nei genitori una prolungata apprensione verso i figli. Così le loro preoccupazioni sulla crescita, sul peso o sulla maturazione sessuale, l’atteggiamento stesso verso la bellezza del corpo, si riflettono sull’immagine corporea dell’adolescente, in questo periodo particolarmente sensibile.

Ultimo aspetto da considerare è il corpo come elemento di relazione col mondo extra-familiare. Nell’adolescenza si ha un ampliamento dell’orizzonte dei rapporti interpersonali, in cui assume particolare importanza il gruppo dei coetanei.
L’immagine fisica è determinante per l’integrazione nel gruppo, in termini di sicurezza di sé, di gestualità, di modi di vestire, tutto ciò che contribuisce all’espressività sociale, etc. L’integrazione ha caratteristiche di confronto e di competizione, sia sulla scala della bellezza che del successo sociale.

L’adolescenza è un periodo di particolare vulnerabilità al giudizio e alla disapprovazione degli altri, legato alla non completa definizione dell’immagine di sé e del proprio ruolo sociale. Basta poco per sentirsi diversi nel gruppo, si possono creare atteggiamenti di nascondimento e reazioni di ansia che durano per anni, soprattutto se i coetanei sottolineano tali caratteristiche fisiche. Il disagio verso la propria immagine corporea è all’origine di disturbi emozionali persistenti.

È questo il caso di Antonio, arrivato presso il mio studio di Livorno all’età di 18 anni, dopo una pubertà difficile durante la quale ha lottato con la propria obesità e per questo è stato spesso al centro dell’attenzione del gruppo dei pari e vittima di episodi di bullismo da parte degli stessi, episodi estremamente sofferti, ripetutisi durante tutto il periodo delle scuole medie e inoltre secretati per paura della reazione dei propri genitori e per i suoi stessi sentimenti di vergogna. Per tale motivo si è verificato il mancato soccorso e contenimento da parte dei genitori, che ha reso la situazione ancora più traumatica.

Il paziente alle scuole superiori, sebbene avesse perso qualche chilo di troppo, continuava a restare in ombra ed a socializzare poco, evitando di proporsi agli altri per timore di ulteriori derisioni e per il conseguente sviluppo di una grande paura e timidezza.

Antonio, che possiede un proprio humor e una sua vivace intelligenza, con l’inizio della psicoterapia poteva constatare che i suoi pensieri iniziavano a dimagrire (cioè diminuivano insieme alle sue preoccupazioni per gli altri ragazzi), permettendogli di cominciare ad integrarsi in un gruppo classe composto da maschi e femmine ed anche nel gruppo del tempo libero. Così facendo, tra desiderio e paura e con la guida ed il sostegno del terapeuta che lo incoraggiava, egli poteva finalmente stare con gli altri senza quella spiacevole sensazione di sentirsi emarginato, bensì sentendosi valorizzato e apprezzato per il suo buon carattere.

Nel corso della terapia i chili di troppo si sono ulteriormente alleggeriti e, alla conclusione della medesima, ha vissuto l’esperienza gratificante della sua prima ragazza.
Antonio si è dichiarato al termine della terapia – durata solo 17 mesi – molto più sicuro di sé, grazie alla nuova identità raggiunta ed il consenso sociale acquisito dentro e fuori dal gruppo.

Presso gli studi di Livorno e Lucca lavoreremo insieme per migliorare il rapporto con la tua immagine corporea.

Competenze

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Postato il

29 marzo 2018

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Postato il

29 marzo 2018

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