Sono le bambole iper-realiste, copie perfette di bebè in carne e ossa, una vera e propria bambola dalle sembianze umane. Così una mamma, nella carrozzina, invece di un bimbo vero, può portarsi in giro un fantoccio in silicone, cambiargli regolarmente il pannolone e riempirlo di attenzioni come un vero bimbo da accudire, attivando meccanismi difensivi di rimozione e identificazione, mascherando il  desiderio di maternità nel role play, nel fare-come-sé, nel ruolo di attrice.

Il fenomeno nasce negli Usa alla fine degli anni 80, soprattutto a beneficio di un pubblico di collezionisti. Successivamente la commercializzazione delle Reborn Dolls, bambole rinate, gioca sui bisogni psicologici frustrati, e sulla solitudine degli umani, in crescita esponenziale nella società attuale ha portato a ben altri utilizzi, che tendono a  coprire persino lutti e dolore indicibili.

Anche in Italia, si va diffondendo il fenomeno delle Reborn Doll, Bambole rinate.

Molte donne, con un evento traumatico alle spalle, hanno iniziato a considerare queste bambole come bambini veri e propri, sono donne che  hanno subito aborti, o che non sono riuscite ad ottenere una maternità. Questi soggetti  sviluppano un atteggiamento morboso nei confronti di queste bambole, convincendo loro stesse e le persone vicine a prendersene cura come se fossero dei bambini veri (Damiani, 2016).

Negli ultimi anni anche il mercato si sta adeguando a questa richiesta e soprattutto su internet le bambole Reborn Dolls sono facilmente reperibili a prezzi che variano da qualche centinaia di euro fino ad arrivare a decina di migliaia di euro. Sui social si possono trovare facilmente anche gruppi di donne che condividono le loro esperienze e l’aspetto più eclatante è come queste donne arrivino ad una tale dissociazione dalla realtà da non riuscire più a comprendere che si tratta di semplici oggetti (Staiger et al., 2010). Ci sono donne che hanno tentato di assumere baby sitter per prendersi cura dei propri ‘bambini di plastica’ in loro assenza, ed altre che hanno tentato di far visitare i ‘bambini’ da un pediatra. Nel loro utilizzo più corretto e consono alla realtà, queste ‘bambole rinate’ sono ottimi strumenti terapeutici, per esempio nei corsi di preparazione al parto, negli asili, soprattutto allo scopo di far abituare i bambini con madri in attesa di un fratellino, ad accogliere il nuovo arrivato.

Spendendo da 500 a 20 mila euro, si può ordinare, anche in rete, una copia perfetta di un pargolo con capelli veri, battito cardiaco, vocetta, etc.. richiedendo somiglianze ed inviando foto, per ottenere bambole al posto di neonati.

Questo fenomeno delle Reborn Dolls sta iniziando a suscitare interesse anche negli psicologi in quanto, perdere il contatto con la realtà ed arrivare a negare la natura di oggetto di queste bambole può diventare.sintomo di disturbo mentale Per il momento non ci sono studi scientifici specifici sul fenomeno Reborn Dolls, la diffusione porterà sicuramente ad una analisi più approfondita.

Si sono registrati clinicamente alcuni eccessi: una mamma  pagava una baby sitter per custodire una Reborn Doll e quando usciva diceva: “Parli a basse voce, la bimba dorme”; un’altra mamma lo portava dal pediatra, orgogliosa che le altre genitrici, quelle con figli autentici, si congratulassero con lei per quanto silenzioso fosse il suo beby, salvo poi fuggire con una scusa quando arrivava il suo turno. Così come un’altra madre lancia un allarme in un centro commerciale gridando  che ha dimenticato la bambina/silicone in macchina, sotto il sole…

Questi episodi esprimono con forza il disagio che sottostà all’indicibile desiderio di maternità con l’attivazione di meccanismi inconsci psicologici e difensivi quali la rimozione e l’identificazione che spingono all’acquisto di pupazzi somiglianti a bambini

Desiderio di maternità e le Reborn Dolls.

Gli artisti che le realizzano, in tutto il mondo, oggettivamente  bravissimi, le vendono in rete. Ma è anche possibile ordinare un bebè con le somiglianze desiderate. Sono molte le mamme che dopo un lutto utilizzano una Reborn, come succedanea al figlio. Rendendo del tutto evidente l’attenzione e la sensibilità  con cui  l’industria e la commercializzazione compia analisi di mercato approfondite e delicate pur di espandersi entro nuove nicchie.

Molte donne sentono il bisogno ardente di avere un figlio e quando si accorgono di non poterlo realizzare ricorrono a metodi surrogati, mostrando un’attaccamento nei loro confronti a dir poco allarmante: comprano pappe per bimbi e graziosi abitini pour enfants, li portano al parco, grate delle lusinghe delle altre mamme, simulano così una falsa felicità, sublimando i loro sentimenti con l’autoinganno della rimozione e identificazione inconscia, del proprio desiderio di maternità.

Cosa si cela dietro questi comportamenti?

In ogni caso pare che le Reborn Dolls siano destinate a una mutazione genetica nel giro di alcuni anni: in Giappone, ad esempio, la JST Erato Asada Project sta sperimentando un baby-robot che, oltre a una perfetta riproduzione fisica di un umano, è in grado di rispondere alle domande, camminare, piangere, obbedire ai genitori.

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