Disturbo dell'eiaculazione

Il Disturbo dell’Eiaculazione può riguardare un’ampio raggio di disagio nell’ambito dell’Eiaculazione, ad esempio: l’Eiaculazione Precoce o Rapida, l’Eiaculazione Prematura o Ritardata, l’Eiaculazione Anedonica, l’Eiaculazione Difficile, l’Anaeiaculazione o l’Eeiaculazione Impossibile.

L’Eiaculazione precoce, rapida o prematura, può essere primaria, nel caso in cui potrebbe non essere mai stato appreso il controllo eiaculatorio o la coscientizzazione delle sensazioni che inducono a riconoscere il riflesso orgasmico. Secondaria o relazionale é invece legata all’aggressività inespressa dell’uomo nella relazione e quindi ai conflitti inconsci col partner.

L’Eiaculazione ritardata, avvenie solo dopo il coito, spesso lontano dalla presenza della partner, a seguito una stimolazione manuale del soggetto.

L‘Eiaculazione anedonica: priva di risonanza emozionale, dove l’emissione di sperma non è accompagnata da sensazioni piacevoli.

L’Eiaculazione difficile: potrebbe anche avvenire all’interno o all’esterno dalla vagina, ma è incerta e sempre molto difficile.

L’Anaeiaculazione o eiaculazione impossibile: costituisce l’assenza assoluta di eiaculazione. Il sintomo racconta la presenza di un conflitto inconscio e intrapsichico di complessa soluzione.

L’eiaculazione precoce è il disturbo più frequentemente portato dai soggetti nie miei studi di Livorno e Lucca, interessa il 30% degli uomini adulti, nella popolazione italiana. Quando il disturbo è permanente, riguarda il 75% degli uomini, quando si presenta occasionalmente, ne è colpito un uomo su tre.

Nella forma variabile naturale i soggetti hanno necessità di un breve percorso di terapia sessuale per migliorare la propria curva eccitatoria attraverso un percorso sesso-corporeo ed altre tecniche sessuali di coscentizzazione.

Nella forma emozionalmente indotta i soggetti eiaculano alle prime manifestazioni emozionali. Nella forma prodotta da un timore di deficit erettile, detta sindrome di dis-erezione paravento, così detta perché è associata alla paura di perdere l’erezione, essa compare come conseguenza del tentativo d’inibire ogni sensazione di piacere, per evitare una eiaculazione umiliante. Infine si registra talvolta la forma inerente la presenza di elementi depressivi.

Quando l’eiaculazione precoce è secondaria si presenta ad un certo punto della vita sessuale di un soggetto, in questo caso il fattore relazionale è molto frequente come elemento d’innesco.
Nell’eiaculazione precoce primitiva, cioè da sempre presente, il deficit sensoriale è all’origine della mancanza di percezione sensoriale sessuale. Questo fatto può essere spiegato con la mancata acquisizione del controllo eiaculatorio a seguito di un difetto di percezione delle sensazioni d’allerta eiaculatoria.
Un livello elevato d’ansia e d’impulsività, insieme ad una ipersensibilità tattile genitale può contribuire al mantenimento del sintomo.

La scarsità dei rapporti spesso d’origine psico-relazionale accresce l’eccitazione facilitando l’assenza del controllo e un riflesso eiaculatorio immediato.
In questi soggetti é sempre presente un’inattitudine alla comunicazione emozionale. L’autostima e l’immagine di se è fortemente svalorizzata a causa dei sentimenti d’inferiorità, insicurezza, umiliazione e depressione.

La fenomenologia del sintomo è multiforme perché riguarda diverse tipologie di soggetti. Ci sono uomini che non si impegnano in una relazione stabile poiché si sentono incompetenti sessualmente a causa del loro sintomo.
Si presentano spesso situazioni di coppia dove il sintomo è presente da poco tempo, altre coppie invece convivono da anni col sintomo intrattenendo fra i partners una forte conflittualità. Spesso il sintomo nella dinamica di coppia costituisce un vantaggio secondario caricandosi di un significato sado-maso a livello psicologico che chiede di essere indagato.
Si tratta allora della dis-funzionalità della coppia e non solo del soggetto portatore del sintomo, che solo apparentemente si presenta come il paziente designato. L’eiaculatore precoce spesso utilizza il sintomo per ritualizzare un’aggressività che non riesce ad esprimere nella relazione in quanto frustrato dal sentimenti di colpa, umiliazione e depressione.

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