Omosessualità e Orientamento Sessuale

Omosessualità e problematiche relative dell’orientamento sessuale

In relazione all’orientamento sessuale e alla meta verso cui viene diretto il desiderio sessuale troviamo l’omosessualità, definizione composta dal termine greco “omoios” (simile), e dal termine latino “sexus” (sesso), qui il termine omo-sessuale.

L’omosessuale dirige la sua attrazione in modo preponderante o esclusivo che lesbiche, gay e bisessuali hanno da sempre portato avanti.

Si parla di lesbismo (il termine deriva dall’isola di Lesbo, patria della poetessa Saffo) nel caso di omosessualità fra donne, quando la meta sessuale è rivolta esclusivamente verso le donne.
Ogni persona rivela un miscuglio nel suo carattere sessuale di tratti dell’altro sesso e una combinazione di attività-passività.

Il confine fra eterosessualità ed omosessualità non è netto, molte aree del comportamento sessuale sfuggono a una definizione precisa, come nel caso delle persone bisessuali che hanno un alto grado d’attrazione sessuale e romantica nei confronti di entrambi i sessi: uomini e donne.

Le persone con un orientamento omosessuale che non si identificano come gay o lesbiche e non si riconoscono nel proprio orientamento omosessuale sono soggetti sessualmente repressi che vivono un identità confusa e non osano per paure psichiche e condizionamenti sociali e familiari definirsi.

Come si diventa omosessuali?

Omosessuali non si nasce, probabilmente si diventa.
Volendo fornire alcune ipotesi relative alle eventuali concause che portano ad una condizione omosessuale, troviamo prima di tutto quelle biologiche che vedono il feto maschio nella condizione di dover superare maggiori difficoltà rispetto alla femmina già a partire dal concepimento.
È noto che il cromosoma Y maschile si trova a dover contrastare i messaggi contenuti nel cromosoma X femminile che altrimenti tenderebbe a prevalere.
Solo verso la sesta settimana di vita intrauterina una diversa produzione ormonale opera una mascolinizzazione del cervello e dei genitali, che altrimenti resterebbero femminili.
Quindi diventare maschio è una specializzazione.

Per la teoria psicoanalitica l’omosessualità è l’effetto e la risposta di un particolare sviluppo della psiche, in genere maturato nell’infanzia o nell’adolescenza, per via di accadimenti, traumi, abusi o atteggiamenti affettivi e genitoriali patogeni, a prescindere dai quali non si sarebbe mai maturato un orientamento in tal senso.
Il maschio nel corso dello sviluppo psicosessuale si trova a dover fronteggiare il distacco dalla figura materna con la quale è identificato.
Separarsi psichicamente dalla madre e identificarsi col padre avviando un processo di separazione e “defemminilizzazione”, consentirebbe al maschio di liberarsi da un’identità psichica fragile e confusa e di avviare un suo percorso verso il riconoscimento e consolidamento della propria identità, defugando sensazioni e convinzioni omosessuali costruite inconsciamente per difesa nella paura d’incontrarsi col diverso da sé.

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