Soffocarsi nella coppia mette l’unione a rischio, viceversa amarsi, concedendosi ognuno il proprio spazio, senza soffocarsi, è il principio fondamentale di una coppia sana

Come premessa di una relazione duratura marito e moglie hanno la necessità di mantenere e rispettare i propri spazi e, qualora gli spazi individuali non ci fossero, occorre fermarsi e riflettere, per capire che “di due” persone non se ne può fare “una”.

La coppia vive felice se l’interesse per l’altro si mantiene integro, insieme alla possibilità di scambiare e dialogare sulle proprie esperienze, portando la propria vita e la propria personalità all’interno della coppia.

Soffocarsi nella coppia: il partner non può diventare il prolungamento di sé e l’unico nutrimento di vita. Il rischio che corre la coppia è di annullarsi reciprocamente e d’involvere nel tempo.

Nessuno si realizza nella pancia dell’altro, solo il bambino ha la necessità di vivere in simbiosi con la madre, non essendo capace d’indipendenza e di autonomia. L’adulto ormai maturo non ha la necessità di vivere aggrappato all’altro, al contrario ha bisogno di spazio per crescere ed evolvere, portando maggior nutrimento alla coppia.

Ci stiamo asfissiando!

Questa è una frase molto ricorrente portata dalle coppie in crisi che si rivolgono al mio studio di Psicoterapia a Livorno. In tali casi è opportuno indagare i propri livelli di sicurezza interna, la propria autostima, le proprie incertezze affettive, permettere al partner di esprimersi con tranquillità anche al di fuori della coppia, garantisce l’ elisir di lunga vita alla propria relazione.

A non opprimere il partner s’impara da bambini. Una madre troppo oppressiva e invadente instaura col figlio un rapporto simbiotico rallentando il processo di crescita psichica, cioè lo sviluppo delle caratteristiche individuali del bambino.

Questo bambino da adulto sarà un compagno soffocante, cercherà sempre la simbiosi col partner e ripeterà forme di dipendenza. Altresì una madre di “tipo espulsivo”, poco disponibile o allontanante renderà il figlio un adulto con la continua paura abbandono, che tenderà ad aggrapparsi con tutte le sue forze al partner.

Soffocarsi nella coppia: come nasce una coppia libera?

Trascorso l’innamoramento iniziale, decadono le reciproche proiezioni ed è possibile rendersi conto che il rapporto iniziale, non era reale, bensì fondato sull’immagine dell’altro, che ognuno dei partner si era disegnato. Dopo tale fase, la visione del proprio il compagno cambia ed è allora possibile vederlo come realmente è con i suoi pregi, ma anche con i suoi difetti. Questo è il momento autentico della relazione, dove l’innamoramento si trasforma in amore e la coppia si struttura più realisticamente.

Per creare un sano rapporto di coppia è importante sganciarsi dalla famiglia d’origine e vivere di vita propria con il partner basandosi su un progetto, aspettative e obiettivi comuni da raggiungere per relazionarsi tra pari, senza prevaricazioni.

Rispettare il patto nella coppia

Significa scambiare la propria visione della relazione e proporla all’atro, mediando se è necessario, tenendo conto anche dei bisogni dell’altro (es. frequentare in autonomia i propri amici, fare sport, viaggiare da solo/a se lo desidera etc.)

Soffocarsi nella coppia o amare senza opprimere l’altro è una conquista. Non tutti riescono a vivere la coppia con serenità, offrendo fiducia ed apertura al partner. L’amore lega, ma anche l’odio è un collante: “se io non sono felice con te, perché è fallita la mia scelta d’amore illusoria, posso rendere anche la tua vita impossibile, almeno rovino la mia vita, ma anche la tua!”

Il rapporto di coppia si fonda sull’altruismo reciproco, contemplando il rispetto dei bisogni e desideri di ognuno, sebbene non tutti i partner sono capaci di generosità e tolleranza.

Anche per coloro che scelgono il partner come proiezione della figura paterna o materna, tendono a non rispettare, a non vedere il proprio compagno come un soggetto e, richiedono loro una dedizione esclusiva a volte persino ossessiva. La pretesa è che l’altro possa rispondere a tutti i loro bisogni, esigono una coppia blindata, dove nessuno possa entrare, invocando il diritto di possessività come legittimo. Il partner debole e in buona fede si mette a totale disposizione di questa dinamica relazionale perversa, per non deludere la richiesta d’amore della compagna. Ma, non sempre ce la fa!

Soffocarsi nella coppia: “mi sacrifico per te!”

Amare e rispettare il proprio compagno non significa annullarsi, il rispetto e l’amore per l’altro incontra un limite imposto dalla propria autostima, dal diritto d’orgoglio e dal rispetto di se stessi. Se non condividiamo una richiesta, possiamo di dire “no” spiegandone le proprie ragioni e facendole valere.

In genere per retaggi culturali e dedizione personale sono le donne a sacrificarsi: “mi sacrifico per te!” Frase ricorrente e molto sospetta, c‘è sempre una contropartita, magari inconscia insita nella rinuncia: la sicurezza economica, la carriera, un contratto matrimoniale vantaggioso, il bisogno d’appoggio, il timore del tradimento, paura dell’abbandono, etc.…Trattenere il partner impedendogli di fare quello che vuole è controproducente, pone la coppia sempre sull’orlo della fine.

Ognuno può liberamente essere se stesso all’interno della relazione rischiando incomprensioni, liti, tradimenti, e mettendo l’altro continuamente alla prova, può persino essere un gioco che consolida e aumenta la fiducia reciproca.

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