Tre Piani, il nuovo film di Nanni Moretti, presentato al festival di Cannes, sebbene con applauso di 11 minuti, giunto nelle nostre sale ha ricevuto una tenace critica cinematografica, circa l’assenza di tensione narrativa e la scarsità di emozioni che se ne ricava dalla visione.

Moretti in questo film ha tentato la non facile trasposizione sullo schermo del romanzo di Eschkol Nevo, traslocando l’intera vicenda da Tel Aviv, in un condominio di via Prati a Roma. Il tema del film non fa differenza da un paese ad un altro, sarebbe potuto accadere ovunque nel mondo, indagando come fa il regista l’umanità soggettiva, piuttosto che il contesto sociale e culturale. Moretti tende, in questa pellicola, ad esplorare il mondo interno dei personaggi, abbandonando uno sguardo politico o sociologico.

Unico film del regista privo di un suo originale soggetto

Vorrebbe apparire l’opera di un regista più maturo, svincolato dalle proprie nevrosi e dalla consueta ironia e autoironia, ma il film sembra lasciar spazio agli attori per consentire loro di mettere in evidenza la fragilità e la caducità della condizione umana,

Storia

Il film inizia con un incidente mortale davanti ad un condominio residenziale, nel quale il figlio di Moretti ubriaco e alla guida di un’auto uccide una donna per strada e s’infila con il proprio mezzo al piano terra del palazzo, nell’appartamento di Lucio (Scamarcio).

Nel contempo Monica (Rorwacher), una giovane donna in cinta, col marito fuori Italia, per motivi di lavoro, chiama un taxi per andare a partorire, da sola in ospedale. Nello stesso momento la bambina del secondo piano, figlia di Lucio e Sara, lasciata all’anziano portinaio in qualità di baby sitter, quel giorno non viene più trovata, è scomparsa in compagnia del vecchietto e ritrovata più tardi dal padre. Da quell’istante Lucio (Scamarcio) inizia a sospettare, contro ogni evidenza, di una violenza sessuale perpetrata dal vecchio sulla bambina. Questa insistente fantasia ossessiva lo porterà alla crisi del proprio matrimonio, quando sarà lui stesso indagato per un reato d’abuso sulla nipote minorenne del portiere.

Tre Piani: le vite che s’intrecciano

Moretti e Buy, entrambi giudici, sono i condomini del terzo piano che vivono il dolore di constatare quanto il proprio figlio, assassino senza pentimento, non abbia saputo integrarsi ai valori trasmessi, vittima probabilmente di aspettative genitoriali irraggiungibili.

Monica (Rorwacher), subito dopo la nascita della sua bambina, inizia ad allucinare un corvo nero nella sua profonda solitudine. Ombra che si aggira dentro di lei per la paura di diventare folle come la madre.

L’autore del libro, di Tre Piani pensava alla strutturazione della mente di Freud relativa seconda topica : Io Es e Super-Io, sebbene Moretti non accenni mai espressamente a quest’aspetto, caso mai lasciandolo sullo sfondo e mettendo invece l’accento sull’intreccio delle vicende umane.

Tre Piani: il tempo come cura

Il film vuole essere espressamente psicologico, si analizzano i rapporti genitori-figli con le rispettive funzioni mentali di ognuno di loro. Al centro dell’indagine emergono le dinamiche familiari, ognuna portatrice della propria infelicità di coppia. Moretti protrae di qualche anno il tempo delle singole storie mostrando come anche dalle crisi e dalle rotture le persone trovino le loro personali soluzioni e nuovi percorsi,  affidando così al tempo una funzione terapeutica.

Il film inizia come finisce

Per il figlio ribelle e assassino di Moretti, sarà il diventare a sua volta padre, il miglior padre di sé stesso e della sua bambina, solo nel gioco del doppio troverà l’unica possibilità di evoluzione, di crescita e d’individuazione.

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