Le nuove dipendenze Livorno e Online

Le nuove dipendenze costituiscono il risultato delle abitudini assunte nell’arco della vita, essendo l’abitudine quella forza invisibile che ci determina, ci indebolisce e ci rende schiavi. Esse condizionano le nostre scelte dalle quali tentiamo di liberarci con estrema difficoltà. Per raggiungere questo scopo è necessario aumentare il livello della propria consapevolezza e determinazione.

Le dipendenze, da sempre presenti nella storia dell’uomo, oggi si sono moltiplicate, e trasformate, si associano ad un numero sempre crescente di oggetti, divenendo così dipendenze dell’ultima generazione, tali che rendono l’uomo schiavo ed asservito ad esse.

Le nuove dipendenze: più note sono

  • dipendenza dal cibo: bulimia e obesità
  • dipendenza dalle relazioni affettive: love addiction
  • dipendenza dagli acquisti: shopping compusivo
  • dipendenza dal lavoro: sindrome di workaholic la dipendenza dal lavoro
  • dipendenza dallo smartphone: compulsione da social media
  • dipendenza dal computer: cyber-dipendenza, cybersex le nuove forme di dipendenza sessuale

Le dipendenze tradizionali erano “dipendenze da sostanze”: droghe, tabacco, alcol, mentre le dipendenze moderne sono “senza sostanza” e comunque ugualmente tossiche; vedi gioco d’azzardo e tutte le attività legate ad uno schermo, videogame, slotmachine, etc…

Le dipendenze, ci condizionano fortemente, pur placando i nostri bisogni e apportandoci un piacere immediato, producono in noi effetti molto negativi a lungo termine, che possiamo a pieno titolo denominare “dipendenze”. Per l’ etimologia dal latino depèndere significa “pendere da”, indica la posizione di “essere schiavo”
Oggi viviamo in un ambiente che non ci da possibilità di scelta, rispetto all’utilizzo della tecnologia, essa ci ammorba e ci spinge ad avvicinarci a questi oggetti, spesso in maniera compulsiva e irrazionale.

Le nuove dipendenze: il gaminig, il cellulare e i bambini

Anche il videogioco, gioco gestito da un dispositivo elettronico, che consente anche ai bambini di interagire con le immagini ed oggi in loro piena disponibilità, dal cui uso compulsivo sortisce un’ importante patologia il “Gamining Disorder”. In conseguenza di ciò, occorre tenere i bambini lontano dagli schermi almeno fino a 18 mesi. In seguito sarebbe opportuno limitare il tempo di visualizzazione, esposizione dei medesimi, anche via via più grandi, ad un’ora il giorno.

I videogiochi, oggi molto diffusi, specialmente fra i ragazzi, ma non solo, vengono ritenuti spesso ed erroneamente una palestra virtuale, essi producono, in realtà, un elevato rischio di dipendenza e, spesso con la complicità dei genitori, i quali inconsapevolmente preferiscono pensare il figlio immerso nel mondo virtuale, piuttosto che in quello reale, erroneamente per loro, molto più inquietante.

Anche nelle visioni TV è utile interagire  con i propri figli per evitare d’utilizzare lo schermo e la conseguente fissazione dello sguardo sul medesimo, da parte dei bambini che utilizzando la tv, o lo schermo in genere come fosse una baby sitter.

La stessa scelta dei contenuti per bambini, è importante, pertanto occorre accertarsi che gli stessi non siano violenti, poiché è sempre bene esporli ad immagini più lente, anziché a ritmo e movimento rapido, evitando di presentare loro un mondo di perenne e esclusivo intrattenimento.

Se i bambini restano molte ore davanti ad uno schermo, perdono interesse per attività più lente, come la comunicazione umana reale, sedersi a tavola con i familiari e imparando a dialogare con loro.

E’ altrettanto utile preservare l‘esercizio della lettura e risolvere problemi che richiedono uno sforzo mentale, mantenere nei bambini l’attitudine ad uno spazio mentale utile per accedere alla fantasia e alla creatività.

Sulla problematica delle nuove dipendenze, come psicologo a Livorno e Lucca, vengo spesso interpellata nelle Consulenze genitoriali e “non”, in questi casi porgo loro chiarimenti e contributi utili alla comprensione, e interiorizzazione di un mondo nel quale la tecnologia sia al servizio delle persone e non uno strumento che toglie loro energie e libertà, segnalando loro i pericoli della rete.

Nella cura psicoterapica, l’obiettivo dei soggetti “dipendenti”che si rivolgono allo psicologo è rappresentato dalla domanda d’ indipendenza, cioè da quel particolare stato mentale nel quale essi possano tornare in grado di esprimere la loro libertà e unicità, lontana da qualsiasi condizionamento.

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